Il dragaggio si complica: ora servono nuove analisi

18 Agosto 2018

Ortona, si allungano ancora i tempi per lo scavo dei fondali al porto Necessaria un’altra caratterizzazione della sabbia: i rilevi già fatti sono scaduti

ORTONA. «La caratterizzazione delle sabbie è una spesa ulteriore, insieme alla Regione vedremo l’andamento di tutta la nuova progettualità perché, sapete tutti, adesso siamo ripartiti con un nuovo progetto. Quindi siamo ripartiti da capo: quello che mi preme, e sollecito i portatori di interesse, è di fare tutto entro i due anni che abbiamo a disposizione. Questo deve essere il nostro obiettivo». Così il sindaco Leo Castiglione parlava nel consiglio comunale dello scorso 30 luglio, riferendo della questione relativa all’escavazione dei fondali del porto di Ortona. Dopo quella giornata la telenovela dragaggio però si arricchisce di un ulteriore capitolo: c’è stato nei giorni scorsi un incontro tecnico in Comune al quale hanno partecipato tutti i soggetti coinvolti nel percorso che dovrebbe portare alla realizzazione dell’opera. Dal tavolo è stato confermato ciò che era stato già pronosticato: la necessità di ripetere il processo di caratterizzazione delle sabbie dato che le analisi hanno una durata temporale che è già scaduta. Ciò significa che sarà necessaria una spesa ulteriore per riproporle oltre che tempi maggiori prima che i lavori di dragaggio possano iniziare. «Andiamo avanti con la nuova caratterizzazione delle sabbie», è il commento di Castiglione dopo il tavolo tecnico che c’è stato in Comune.
Dall’opposizione però si spinge affinché si arrivi ad una svolta definitiva sulla vicenda che si trascina da troppo tempo. «Come avviene in tutte le pubbliche amministrazioni io mi aspetterei un cronoprogramma», dichiara il consigliere comunale Peppino Polidori, «e che questo sia annunciato presto alla città». Al coro si unisce anche il coordinatore locale di Forza Italia Simone Ciccotelli: «Si è perso ulteriore tempo», sostiene, «era noto che le analisi sarebbero scadute per cui c’era modo di procedere ad una nuova caratterizzazione». Poi pone ulteriori quesiti: «Il progetto della Dragaggi prevede la presenza di una vasca di colmata in cui depositare i fanghi, ma in sede di conferenza dei servizi il Comune aveva fatto sapere di non avere a disposizione i fondi per una sua realizzazione. Mi chiedo quindi come si procederà».
Ricordiamo che il Consiglio di Stato ha riassegnato i lavori di escavazione dei fondali alla Dragaggi dopo che precedentemente, la stessa, si era vista annullare l’aggiudicazione dal Tar. La buona notizia arriva dal fatto che il Comune non aveva firmato il contratto con la seconda ditta, azione che negli ultimi mesi era sembrata fattibile, ma che date le decisioni dei giudici avrebbe causato per l’ente stesso un esborso quale risarcimento di una sostanziosa penale.