Il filmato scagiona i nove operai

Dialifluids: denunciati per violenza privata al direttore di fabbrica, il video mostra la protesta pacifica
CANOSA SANNITA. Spunta il filmato che per i lavoratori potrebbe essere la prova chiave per la loro assoluzione. L'ultimo clamoroso colpo di scena della vertenza Dialifluids, che ormai sembra essere diventata una vera e propria faida interna tra la direzione e le maestranze, giunge nel giorno dell'interrogatorio dei nove dipendenti denunciati con l'accusa di violenza privata, perché non avrebbero permesso al direttore di stabilimento, Giuseppe De Meis, di entrare in fabbrica durante le proteste del 17 febbraio scorso. C'è infatti una registrazione di quei frangenti della manifestazione che potrebbe scagionare definitivamente le maestranze. Otto di loro, appartenenti alla sigla sindacale Uil, sono assistite dal legale Carmine Di Risio, e nella caserma dei carabinieri della stazione di Tollo, dove sono state convocate per rispondere alle accuse mosse dall'azienda, si sono avvalse della facoltà di non rispondere. Contestualmente è stata depositata una memoria difensiva con un video realizzato attraverso il cellulare di un lavoratore presente allo sciopero, in cui si nota l'occupazione pacifica da parte degli operai della strada che porta all'ingresso della fabbrica, con la presenza delle forze dell'ordine che non sono state chiamate a nessuna forma di intervento. Secondo la difesa, che punta proprio sul fatto che i lavoratori si sarebbero spostati dalla strada sotto esplicita richiesta del direttore di voler entrare in azienda, le immagini sarebbero la prova inconfutabile dell'infondatezza del reato contestato. «Respingiamo ogni tipo di accusa», commenta l'avvocato Di Risio, «le maestranze non hanno impedito a nessuno di accedere allo stabilimento e ne abbiamo anche la prova. La denuncia penale è strumentale, è stata fatta per spaventare i lavoratori e fare in modo che non organizzino altre forme di protesta». Davanti alla caserma di Tollo, durante l'interrogatorio, un gruppo di dipendenti ha manifestato per solidarietà nei confronti dei colleghi denunciati. Tra questi ultimi c'è Alessandro Primante, rsu Uil: «Non capisco ancora come si possa essere denunciati per aver protestato pacificamente contro la perdita del proprio lavoro», dice, «Inoltre aspetto che qualcuno mi spieghi perché negli anni scorsi, con il passaggio dello stabilimento dal gruppo Gambro Dasco a Fresenius, non è stato presentato un piano industriale. Evidentemente già da allora era stata stabilita la chiusura del sito di Canosa Sannita».
Alfredo Sitti
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