IL FRONTE DEL SÌ: Parla Giannicola Di Carlo

26 Maggio 2016

ORTONA. È stato tra i firmatari della delibera di giunta del 28 febbraio 2014 con la quale si esprimeva parere favorevole alla richiesta della Seastock srl di realizzazione dell’impianto. Giannicola...

ORTONA. È stato tra i firmatari della delibera di giunta del 28 febbraio 2014 con la quale si esprimeva parere favorevole alla richiesta della Seastock srl di realizzazione dell’impianto. Giannicola Di Carlo, ex assessore comunale alle politiche agricole, si è schierato in favore del progetto di costruzione del deposito di gpl da 25mila metri cubi.

Ci sono, secondo lei, dei vantaggi che questo impianto apporterebbe alla città?

«Per l’installazione e la manutenzione del deposito, Walter Tosto ha garantito l’assunzione di 120 unità lavorative ortonesi, senza contare la ricaduta occupazionale sull’indotto. Nonostante si tratti di un numero non esorbitante, non si può restare indifferenti di fronte a un’opportunità di questo genere. Inoltre, come assessore, avevo richiesto per la città un eco-ristoro da destinare a opere di miglioramento infrastrutturale e paesaggistico, e un vantaggio sulla bolletta del gas di tutti i cittadini con un taglio significativo della spesa pro-capite».

Quali potrebbero essere i fattori di rischio per la salute dell’uomo e per l’ambiente?

«Innanzitutto il gpl, oltre ad essere una fonte di energia particolarmente economica, non contribuisce ad aumentare l’inquinamento atmosferico. I rischi legati alla costruzione e al funzionamento del deposito verrebbero annullati dalle misure di sicurezza messe in campo da Walter Tosto. Non mi risulta che ci siano particolari pericoli, anche perché se fosse vero il contrario sarei il primo a non essere d’accordo con la sua installazione. Comunque la realizzazione di una simile opera infrastrutturale deve passare al vaglio dei ministeri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente, nonché degli organi preposti alla sicurezza. Inoltre, se pensiamo ai rischi per la salute, bisogna sottolineare che altre forme di sviluppo, compresa l’agricoltura intensiva, costituiscono un pericolo superiore al deposito gpl».

Crede ci possano essere migliori alternative utili alla crescita della città?

«Il porto ha una vocazione a carattere commerciale e industriale. Ma Ortona ha anche potenzialità turistiche e non solo. La classe politica ha pertanto il dovere di progettare con lungimiranza lo sviluppo delle realtà industriali presenti, dell’agricoltura, dell’artigianato e del turismo, per favorire uno sviluppo socio-economico, etico, sostenibile e contestualmente la creazione di nuove opportunità lavorative».

Secondo lei qual è l’opinione generale della città sull’eventuale concretizzazione di questo progetto?

«La popolazione va informata in maniera puntuale e precisa, senza strumentalizzazioni di carattere politico».