Il futuro dell’ospedale legato alla legge sul sisma

Guardiagrele. Preoccupano gli emendamenti nella conversione del decreto Genova Il sindaco Dal Pozzo: tutte le forze politiche ci aiutino nella salvaguardia del presidio
GUARDIAGRELE. Chi tutela la sanità in provincia di Chieti? È questa la domanda che si pone il sindaco di Guardiagrele, Simone Dal Pozzo, osservando le ultime iniziative del governo. «Guardando gli emendamenti proposti nel decreto Genova, attualmente in fase di conversione in commissione ambiente della Camera», dice Dal Pozzo, «emerge un quadro abbastanza chiaro, e per noi preoccupante, delle posizioni in campo. Da una parte c’è l’emendamento a firma dei deputati Pd Camillo D’Alessandro e Stefania Pezzopane che chiedono la sospensione del decreto Lorenzin per la Regione, in particolare con riguardo al tema dell’edilizia sanitaria e del terremoto, per i presidi di Popoli, Atessa, Guardiagrele, Ortona, Tagliacozzo, Atri, Sulmona e Penne. Questo emendamento è il numero 39.018 e mira ad introdurre l’articolo 39 bis al decreto Genova. Al contempo, ci sono poi altri due emendamenti, i numeri 39.094 e 39.096, firmati dal deputato dei Cinque Stelle Andrea Coletti, che mirano invece alla sospensione del decreto Lorenzin per tutti gli ospedali, tranne che per quelli della provincia di Chieti, che non ha nessun Comune nel cratere sismico».
Il primo cittadino evidenzia che questa disparità di trattamento è incomprensibile, sopratutto in considerazione del fatto che gli effetti del sisma si sono avuti su tutto il territorio regionale. «Devo inoltre aggiungere», continua Dal Pozzo, «che l’emendamento che ha fatto suo il Pd, nel testo che avevamo predisposto come sindaci, era stato già oggetto di esame lo scorso luglio, quando era in conversione il decreto sul terremoto, il numero 55/2018. Quella volta venne bocciato con l’impegno di riesaminare il tutto alla prima occasione e cioè nel primo provvedimento utile riguardante gli eventi sismici occorsi dall’agosto 2016 al gennaio 2017. Questo è il momento, visto che il decreto Genova contiene anche una norma sul sisma del Centro Italia. Se, come dicono tutti, la strada da percorrere è quella legislativa», aggiunge Dal Pozzo, «allora bisogna agire adesso, tenendo però conto dell’intera regione». Dal Pozzo invita quindi i Comuni, le forze politiche, le organizzazioni e le associazioni a spendersi per sostenere questa iniziativa legislativa.
«Questo vale soprattutto per chi ha riferimenti nella maggioranza parlamentare», conclude il sindaco, «visto che sarà il voto della commissione e poi dell’aula a decidere. I rappresentanti locali della maggioranza hanno dimostrato di avere molta influenza a Roma, quindi chiediamo a loro di fare pressione sui parlamentari e sul governo, affinché passi una norma che tenda a salvaguardare tutti i presidi uniti nella comune azione contro le conseguenze del decreto Lorenzin. Del resto i rappresentanti in Regione della maggioranza parlamentare hanno proposto una norma estesa a tutti. Ci auguriamo che vogliano essere coerenti e tenere ferma la posizione espressa all’Aquila anche a Roma».
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