Il futuro dell’ospedale, è lite sulla sanità

Otto consiglieri chiedono al sindaco di fare pressione sulla Regione: «Servono interventi di recupero»
CHIETI. Il presente e il futuro dell’ospedale Santissima Annunziata. C’è anche questo tema al centro del consiglio comunale di oggi, a partire dalle 15.30. Otto consiglieri comunali di opposizione lanciano un appello al sindaco Umberto Di Primio «per richiedere alla giunta regionale di inserire nel Programma operativo interventi di recupero e valorizzazione delle strutture ospedaliere di Chieti come il San Camillo, i corpi C ed F e il potenziamento/ampliamento del corpo L del Santissima Annunziata con modalità di veloce esecuzione come per il Covid hospital di Pescara». Luigi Febo, Diego Ferrara e Teresa Giammarino di Chieti per Chieti, Chiara Zappalorto, Filippo Di Giovanni e Alessio Di Iorio del Pd ed Enrico Raimondi e Stefano Rispoli di Chieti da Capo chiedono «di essere messi (finalmente) a conoscenza con atti concreti e documentali, nonché di essere parte attiva e coinvolta, del progetto organico ed organizzato che la Regione Abruzzo, e la Asl Lanciano-Vasto- Chieti, dovrebbero aver redatto e predisposto non solo per l’intero territorio regionale, ma anche e soprattutto per il nostro capoluogo di Provincia, con particolare riferimento al ruolo e funzione dell’ospedale Santissima Annunziata (presente e in prospettiva), nonché dell’organizzazione dell’intera rete di assistenza di supporto e di base».
L’opposizione chiede a Di Primio di fare pressione sulla Regione: «Investiamo, allora, il nostro Primo Cittadino (nel ruolo e nella funzione che è deputato a svolgere quale massima autorità sanitaria locale) di tale necessitata e doverosa richiesta, giacché nessuno più di lui, fosse altro per la comune vicinanza e appartenenza politico-partitica al governo regionale, può e deve farsi carico delle pronte risposte che i teatini aspettano a tutela e salvaguardia della propria legittima esigenza di salute, ovvero di congrua e tempestiva assistenza in caso di contagio nuovo, oppure di ritorno, da coronavirus».
I consiglieri denunciano criticità: «La prima, forse più importante, grave situazione è stata constatata sulla gestione dei tamponi: la Regione, lungi dal disciplinare in modo uniforme la materia, l’ha rimessa alle singole Asl con il risultato di ottenere procedure diverse per ognuna di esse con squilibri di efficienza». Altro nodo: «I medici di medicina generale e i pediatri di base sono stati lasciati sguarniti dei dispositivi di sicurezza necessari, con grave rischio per il proprio e l’altrui stato di salute». I consiglieri proseguono: «Per oltre due mesi, causa la mancata organizzazione capillare e ragionata della Regione sull’assistenza di tipo ospedaliero, tutte le attività di intervento specialistico, di interventistica chirurgica, di diagnostica strumentale sono state sospese e limitate ai casi indifferibili ed urgenti. Appare lapalissiana l’esigenza di una concreta e fattiva programmazione e destinazione dell’intera rete ospedaliera territoriale».

