Il futuro di Ferrara si decide all’ultimo voto

Chieti, oggi il consiglio comunale sul bilancio: maggioranza in bilico. Senza l’approvazione del documento, si va tutti a casa
CHIETI. Arriva in consiglio comunale l'atteso primo bilancio dell'era dissesto, banco di prova per la maggioranza del sindaco Diego Ferrara. Ma sulla compattezza della coalizione alla vigilia della seduta giungono segnali nient’affatto rassicuranti.
La maggioranza ha già perso due consiglieri passati all'opposizione (Damiano Zappone e Alberto Chiavaroli) e ora i tanti mal di pancia degli ultimi mesi mettono a rischio diversi voti. Nella commissione sul bilancio si sono riservati il voto in aula l’intero gruppo di Liberi a sinistra (Silvio Di Primio e Valentina De Luca), e i capigruppo di Pd, Filippo Di Giovanni, della civica Chieti c’è, Vincenzo Ginefra, e di Avs Edoardo Raimondi (quest’ultimo d’altronde aveva già detto di considerarsi fuori dalla maggioranza). Secondo indiscrezioni la giornata di ieri sarebbe stata tutto un susseguirsi di riunioni e micro-riunioni interne alla coalizione. E in diversi avrebbero puntato il dito direttamente contro Ferrara. A norma di legge, se il consiglio comunale non riesce ad approvare il bilancio di previsione entro i termini stabiliti, parte l’iter di scioglimento dell’assise civica. Il passaggio è dunque delicato, si deciderà tutto all’ultimo voto. Il bilancio arriva in aula già alla seconda convocazione. La prima, in cui sarebbero serviti più voti per approvarlo, è già andata deserta lunedì scorso. L’ordine del giorno dei lavori parte con l’approvazione del Dup, il documento unico di programmazione. Poi si passa al bilancio di previsione 2023-2025 e a seguire è in programma l'approvazione del bilancio consuntivo del teatro Marrucino. L’ultimo punto all'ordine del giorno riguarda l'approvazione dello schema di convenzione per la concessione gratuita in gestione e uso della pista ciclabile da realizzare nella zona di Chieti Scalo. Il primo bilancio dell’era dissesto viene definito «stabilmente riequilibrato» perché non è più gravato dai debiti che hanno portato il Comune alla dichiarazione di dissesto. Il documento arriva in aula a un anno di distanza dalla sua redazione. Prima di poter essere approvato, infatti, è dovuto passare al vaglio ministeriale e della Corte dei conti. (a.i.)

