Il gambero di fiume riappare nei torrenti

17 Luglio 2018

I volontari dell’Arci Pesca: ritrovamento eccezionale dopo la morìa del 2013 di oltre 20mila esemplari

LANCIANO . Un incontro emozionante. Così i volontari dell’Arci Pesca hanno salutato il ritorno di alcuni esemplari del gambero di fiume nelle acque di un torrente del frentano. Una specie che in Abruzzo è tutt'ora in via di estinzione e che, nel 2013, ha subito una drammatica morìa che ha interessato oltre 20mila esemplari a causa della cosiddetta “peste del gambero” anche nota come afanomicosi (una malattia provocata da un fungo) che colpisce la “corazza” dei gamberi perforandola e uccidendo l’animale nel giro di poco tempo. La zona del ritrovamento è stata volutamente omessa dalle guardie ittiche ambientali per evitare l'arrivo dei bracconieri. Il gambero di fiume abruzzese, infatti, è in via di estinzione non solo a causa del fungo killer, ma anche per l’azione indiscriminata di bracconieri senza scrupolo che prelevano questa specie pregiata per uso alimentare. A minare la sopravvivenza del gambero è anche il pessimo stato dei corsi d'acqua e dei fiumi abruzzesi devastati dall'inquinamento. Di qui la gioia delle guardie ambientali.
«Si tratta di un ritrovamento eccezionale e di una presenza che auspicavamo e che monitoravamo da tempo sui nostri fiumi», commenta Giuseppe Zappetti, presidente provinciale di Arci Pesca. «Non è però una sorpresa. Da anni battiamo le zone di ripopolamento dei gamberi con la speranza di una loro ricomparsa, ed eccola qui».
Il ritrovamento però, avverte Zappetti, non dev'essere inteso come una vittoria, ma come un “campanello d'allarme”. «In moltissimi fiumi abruzzesi dove era consueta la presenza del gambero», prosegue, «abbiamo notato un calo drastico della popolazione. A causa del peggioramento delle condizioni delle acque, dovuto a inquinamento e scarichi reflui urbani, e all'azione continua dei bracconieri, questa specie può considerarsi ancora fortemente minacciata e in via di estinzione. I fiumi hanno perso la capacità di autorigenerarsi, quindi pochi esemplari non assicurano la salvaguardia delle specie. Bisognerebbe attivare da subito delle politiche di protezione e salvaguardia di questi animali».
Il gambero di fiume o Austropotabomius pallipes è un crostaceo d'acqua dolce ed è definito “specie bandiera” perché rappresenta un eccezionale indicatore dello stato di salute delle acque. Viene considerato come un animale che richiede particolari misure di conservazione e appartenente a “specie d'interesse comunitario” la cui protezione richiede la designazione di zone speciali di conservazione. (d.d.l.)
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