Il giallo di una sola lista nel borgo degli emigrati

Su 638 aventi diritto in 353 sono iscritti all’Aire: difficile raggiungere il quorum Stampone: «Il caso al prefetto». Il sindaco Di Iorio non si è ricandidata: è mistero
FRAINE. Nel paese delle multi anomalie succede che i 353 residenti all’estero e iscritti all’Aire potrebbero eleggersi un loro sindaco se decidessero di tornare il 5 giugno tutti insieme votando allineati e compatti. Una maggioranza netta, la loro, rispetto ai 285 residenti nel borgo che, verrebbe da dire, non contano nulla nelle scelte elettorali pur vivendo nel loro paese giorno dopo giorno, con i servizi ridotti al minimo, le strade diventate mulattiere e divieti di sosta senza senso. Succede anche che alle elezioni per il primo cittadino e il consiglio comunale sia stata presentata una sola lista: la legge impone che per dare validità alla consultazione sia necessario che alle urne vada almeno il 50,01% degli elettori. A meno di un mezzo miracolo - davvero impossibile viste le premesse - ecco che la nomina del commissario prefettizio a Fraine appare a oggi quasi scontata.
L’out del sindaco. Ma l’anomalia madre di tutte le altre sta altrove: il sindaco uscente, Vincenzina Di Iorio, non solo non si è ricandidata ma non è stata presentata neanche una lista riconducibile alla maggioranza uscente. La stessa Di Iorio cinque anni fa - altra anormalità di questo borgo - vinse al ballottaggio perché il primo turno delle comunali finì in pareggio: 194 voti per il suo schieramento, 194 preferenze per gli avversari. Ma la stranezza sta anche nel fatto che il sindaco Di Iorio da sabato scorso non risponde al telefono al cronista del Centro: poco importa se le è stato mandato un sms. E domenica? Niente. Ieri? Nulla. Il cellulare squilla a vuoto se non scatta la segreteria telefonica. Il vigile urbano, poi, ieri in municipio ha spiegato che per parlare con un amministratore comunale bisogna ripassare sabato prossimo!
La lista alternativa. Dunque, gli unici interlocutori per avere qualche notizia sulle elezioni sono gli esponenti della lista “Uniti per cambiare Fraine” con candidato sindaco Filippo Stampone, 48 anni il prossimo agosto, operaio alla Sevel. «Quello a cui assistiamo in questi giorni è a dir poco paradossale», spiega Stampone davanti al bar alimentari Odissea, in via Del Sole. «La maggioranza uscente sabato scorso ha aspettato prima che noi presentassimo la lista, ha mostrato sul tavolo dell’ufficio elettorale una cartellina sul cui frontespizio c’era scritto qualcosa di riconducibile alla loro lista e poi, a sorpresa, è sparita dalla competizione elettorale. Dunque», sottolinea Stampone, «se loro hanno ben amministrato, come sostengono, perché non si sono sottoposti al giudizio degli elettori? Che cosa hanno voluto nascondere? In questi anni hanno pensato al bene della comunità? Il problema è che la maggioranza uscente è fatta di gente che torna qui solo nei fine settimana: si può amministrare in questo modo? Quanti chili di pane comprano ogni giorno in paese? Che cosa importa a loro dei residenti che tutti i giorni s’imbattono nei problemi e nei disservizi? Se arriverà il commissario prefettizio, chi pagherà l’aggravio delle spese?».
Neanche la lista civetta. Il bello è che in giro si dice che l’unica lista in campo ha colpe perché non ne ha presentata una seconda, quella cosiddetta “civetta” che avrebbe fatto cadere la soglia del 50,01% degli aventi diritto al voto per rendere l’elezione valida. «Noi abbiamo fatto quanto era nelle nostre prerogative e non potevamo sapere che la maggioranza uscente non si ricandidasse», aggiunge Stampone, «quindi far ricadere su di noi responsabilità che non abbiamo è un elemento ulteriore che discredita chi ci ha amministrato fino a oggi».
Il caso al prefetto. «Porteremo al prefetto il caso degli elettori all’estero», conclude Stampone, «anche se con le leggi in vigore non possiamo fare nulla. Però è un’anomalia che va sanata: non è giusto andare avanti così». Intanto sono questi i candidati della lista “Uniti per cambiare Fraine”: Zelinda Bruschi, Francesco Chiavaro, Gino Domenico Di Iorio, Anastasia Finamore, Domenico Ramundo, Igino Nicola Grimaldi, Antonino Sassi, Andrea Stampone, Pasqualino Stampone, Valeria Stampone.
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