Il giardino strappato al degrado

Lanciano. Di Fabio (Largo Tappia): il verde di Palazzo Vergilij restituito alla città
LANCIANO. «Dal basso si può costruire un’alternativa popolare». È il motto che muove il Laboratorio sociale Largo Tappia che da circa un anno e mezzo è impegnato nel sociale e nella riqualificazione delle aree dismesse e degradate della città. Il collettivo di volontari ha da poco recuperato il giardino del Palazzo Vergilij, in precedenza proprietà dell’Ater e poi in affitto del Comune che non poteva permettersi i lavori. «Abbiamo reso fruibile un’area che ospita già proiezioni di film, presentazioni di libri, feste e iniziative», afferma Fabio Di Fabio, uno dei ragazzi del Laboratorio. «Siamo un gruppo che ispirandoci alla campagna promossa dal sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, abbiamo pensato di presentare all’amministrazione comunale un regolamento per tutelare i beni comuni materiali e immateriali», continua, «noi ne abbiamo già individuati alcuni come il mercato coperto e l’ex tracciato ferroviario della Sangritana, ma saranno tutti i cittadini di Lanciano a scegliere quali dovranno essere i beni comuni».
Insieme con l’associazione Lavenum (Lanciano verso una nuova mobilità) il Laboratorio vorrebbe realizzare una pista ciclo pedonale che potrebbe essere una grande opportunità per tutti i cittadini. «Da settembre coinvolgeremo anche le scuole aprendo un concorso tra i bambini e far disegnare con la fantasia la futura pista».
Anche il mercato coperto avrà nuova vita. «Un tempo ospitava più di 100 agricoltori, da quando è andato in mano ai privati solo 13», afferma Fabio, «abbiamo deciso di lanciare per il momento l’iniziativa del mercato scoperto che vorremmo riportare all’interno di quello coperto e far rivivere quello che era uno dei cuori della città ma con una doppia funzione: di giorno mercato e il pomeriggio potrebbe diventare la casa delle associazioni», continua. «Tutto quello che facciamo non è fatto allo scopo di apparire ma di giungere all’autodeterminazione della comunità. Non vogliamo sostituirci al Comune, ma offrire un’alternativa», conclude Fabio.
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