Il giovane aggressore davanti al giudice

Fissato l’interrogatorio per il 14enne che ha partecipato al pestaggio di D’Astolfo. Restano indagati gli altri baby complici
LANCIANO. Sarà interrogato domani il 14enne di Lanciano arrestato per l’aggressione a Giuseppe Pio D’Astolfo, il diciottenne finito in coma per un pugno alla tempia. Il minore è stato raggiunto venerdì sera dal provvedimento restrittivo del gip del Tribunale per i minori dell’Aquila, Roberto Ferrari, che ne ha disposto la custodia in una comunità educativa della provincia. Domani, assistito dall’avvocato Vincenzo Menicucci, comparirà davanti al giudice per l’interrogatorio di garanzia. Il ragazzo è accusato di lesioni gravi e gravissime in concorso con altri due coetanei, tra cui l’autore materiale del pugno al giovane D’Astolfo. L’arrestato è l’unico dei tre minorenni del branco ad avere 14 anni e ad essere quindi imputabile. Li ha compiuti appena il giorno prima dell’aggressione, avvenuta la notte tra il 17 e il 18 ottobre scorsi dietro l’ex stazione Sangritana. Gli altri due, tredicenni al momento dei fatti, restano indagati, insieme ai due maggiorenni, G.D.R., 30 anni, e F.D.R., 18, intervenuti in una seconda fase (per loro la competenza è della Procura di Lanciano). I cinque appartengono a tre diverse famiglie rom di Lanciano. La posizione dei due tredicenni sarebbe, tuttavia, ancora al vaglio della Procura minorile, che ha disposto il sequestro e la perizia sui telefoni cellulari dei ragazzi coinvolti (lo stesso ha fatto la procura ordinaria per i dispositivi dei due maggiorenni).
Il 14enne, intanto, dovrà rispondere dell’accusa di aver aggredito Giuseppe Pio D’Astolfo e l’amico dominicano, A.B.G., 26 anni, che era con lui dietro l’ex stazione ferroviaria, colpendoli con pugni al volto ed incitando gli altri due minorenni a tenere la stessa condotta. Nella richiesta di applicazione della misura cautelare, il Gip del Tribunale per i minorenni ricostruisce l’aggressione ai due da parte dei minorenni. A suffragare i fatti sono le testimonianze e i filmati estrapolati da alcuni sistemi di videosorveglianza presenti nelle vicinanze del luogo dell’aggressione, che i carabinieri di Lanciano, diretti dal maggiore Vincenzo Orlando, hanno messo insieme nel corso delle indagini. Il 14enne ha concorso all’aggressione sia colpendo il 26enne sia incitando il cugino tredicenne, il quale ha poi colpito D’Astolfo. Giuseppe Pio, che non aveva voluto immischiarsi nel diverbio tra l’amico e il tredicenne, cercando piuttosto di stemperare i toni, è stato colpito in risposta a questo atteggiamento, ritenuto «irriguardoso» da ragazzini che sembrano rispondere a una sorta di codice d’onore e a regole comportamentali in cui l’opinione del gruppo condiziona gli atti del singolo. Quel pugno ha mandato in coma Giuseppe Pio che oggi, da un centro di riabilitazione lontano da casa, lotta per tornare dalla sua famiglia.

