Il Giubileo finisce con un bagno di folla

Il Papa cita Chieti per il patto siglato tra cattolici e ortodossi
CHIETI. «Ciò che abbiamo ricevuto, il dono della misericordia, dobbiamo ora saperlo custodire». Nella cattedrale di San Giustino strapiena, l’arcivescovo di Chieti Vasto, monsignor Bruno Forte, con queste parole ha avviato il rito della solenne celebrazione eucaristica di ringraziamento a conclusione dell’Anno Santo.
La cerimonia si è svolta ieri pomeriggio. Per far sì che il clero e i fedeli potessero assistere in massa all’evento erano state sospese tutte le messe pomeridiane previste sul territorio dell’arcidiocesi. La Porta Santa della cattedrale era stata aperta il 14 dicembre scorso all’inizio dell’Anno Santo della Misericordia. Allora monsignor Forte aveva simbolicamente aperto le porte della cattedrale e in tanti si aspettavano che ci fosse allo stesso modo una chiusura, cosa che invece non era prevista dal rito. Nell’arcidiocesi sono quattro le sedi giubilari: oltre San Giustino ci sono la concattedrale di Vasto, la basilica della Madonna dei Miracoli di Casalbordino e il santuario del Volto Santo di Manoppello. Piazza San Giustino era stata chiusa al traffico e ospitava anche un maxi schermo per permettere di seguire da fuori l’avvenimento. Ma la piazza è rimasta semivuota. Sarà stato per il freddo, sta di fatto che i fedeli hanno preferito affollare la cattedrale anziché seguire il rito davanti al maxischermo.
Per custodire il dono della misericordia, ha detto l’arcivescovo, occorre «essere persone che vivono l’impegno della loro fede». La fede cristiana «non è mai una sorta di esilio dalla responsabilità, una fuga dal mondo, un’evasione consolatoria. È invece impegno e corresponsabilità: è sapersi portatori di un dono che va offerto in qualche modo agli altri». Il Cristianesimo come impegno, ma anche come perseveranza e fedeltà, nelle parole di monsignor Forte: «Il sì che noi diciamo a Dio, è un sì che va rinnovato ogni giorno. Si chiude la porta della misericordia ma la misericordia continua ad aprire porte, come ha detto Papa Francesco. Sono le porte della carità, del servizio, della prossimità ai piccoli e ai poveri». In prima fila, ad ascoltare monsignor Forte, c’erano 160 preti con i loro paramenti dorati, i ragazzi degli scout, che hanno anche assicurato il servizio d’ordine, e un’unica fascia tricolore, indossata dal sindaco di Vasto, Francesco Menna.
Il coro Zimarino, diretto da don Donato Martorella, ha accompagnato la cerimonia. Forte ha anche annunciato che ormai il documento della Commissione mista internazionale sul dialogo tra la chiesa cattolica e quella ortodossa, siglato lo scorso 22 settembre e noto come “Documento di Chieti”, è stato citato a Roma da Papa Francesco nel corso della riunione plenaria del Pontificio Consiglio dell’unità dei cristiani. Il documento segna grandi passi avanti nel dialogo teologico tra Oriente e Occidente, soprattutto per quanto riguarda il problema del ruolo del Papa. Si chiude l’Anno giubilare della Misericordia e si apre quello del 500° anniversario della riforma luterana che pone al centro il problema della distanza fra luterani e cattolici. Forte ha concluso auspicando un «riavvicinamento tra la chiesa della riforma e quella cattolica».

