«Il governo pensi ai piccoli centri»

23 Febbraio 2019

Appello alla Camera davanti al presidente Fico e al premier Conte

CASOLI. Sindaci in Parlamento: “Lo stato dei beni comuni”, questo è il tema dell’incontro che si è svolto ieri nella Camera dei deputati al quale hanno partecipato, tra i tanti sindaci italiani, anche cinquanta abruzzesi. L’iniziativa è stata organizzata dall’Anci nazionale. Tra i sindaci presenti anche alcuni della Frentania: Vincenzo Muratelli di Altino, Pino Finamore di Villa Santa Maria, Simone Del Pozzo di Guardiagrele, Massimo Tiberini di Casoli, Carlo De Vitis di Fara San Martino, GianPaolo Rosato, assessore di Taranta Peligna e coordinatore Anci Giovani Abruzzo, Domenico Giangiordano sindaco di Roccascalegna.
«È stata una giornata di dialogo tra istituzioni», affermano. «Il contributo dei sindaci è essenziale, sono infatti i Comuni ad aver posto in essere esperienze di gestione virtuosa di beni e servizi» ha affermato il presidente della Camera, Roberto Fico, aprendo l’incontro nell’aula di Montecitorio, alla presenza del premier Giuseppe Conte. Per il presidente della Camera «la capacità dei sindaci e dei consigli comunali di rispondere alle richieste della popolazione è decisiva affinché i cittadini abbiano fiducia nelle istituzioni. Un compito delicato e difficile che», ha aggiunto, «è reso più gravoso negli ultimi anni dalla riduzione delle risorse umane e finanziarie a disposizione dei sindaci».
GianPaolo Rosato si è trovato a tu per tu con il presidente del consiglio, Conte. «Presidente, io come lei vengo da un Comune di 400 abitanti» ha detto Rosato. «Ah che bello! Quale?» ha chiesto Conte. «Taranta, in provincia di Chieti. Mi raccomando presidente, i piccoli comuni e le aree interne sono importanti…» «Guardi», è stata la risposta del premier, «il problema di questi Comuni non è che sono piccoli, ma che si spopolano. In bocca al lupo». «Ho portato con la mia presenza quella di tutta la mia comunità di Altino a Montecitorio», afferma Vincenzo Muratelli, «luogo pregiato delle istituzioni repubblicane, del confronto e della democrazia». Per Domenico Giangiordano «fa piacere che le istituzioni si ricordino di noi sindaci che siamo coloro che vivono in trincea».
Durante l’incontro si è parlato di spopolamento, dissesto idrogeologico, condizioni delle strade, mancanza di lavoro. «Tutti argomenti di estrema attualità per le nostre zone e sui quali», sostiene Giangiordano, «ci battiamo da anni». «L’intervento del rappresentante dei piccoli comuni», afferma il sindaco di Fara San Martino, «ha fatto clamore perché è stato quasi un grido di allarme. È emerso anche che ci scontriamo con una forte burocrazia e il presidente Conte ha detto che ne terrà conto nei prossimi atti di governo». Per Massimo Tiberini, ieri hanno voluto «manifestare l’importanza dei piccoli comuni e il distacco, spesso, con le istituzioni centrali che i sindaci devono colmare. Abbiamo portato le reali necessità del territorio». «La parte da leone», afferma il sindaco di Villa, Finamore, «l’ha fatta l’intervento del rappresentante dei piccoli comuni perché ha sostenuto cose che noi diciamo da anni: non è possibile lasciare territori quasi abbandonati a sé stessi e sarebbe anche auspicabile qualche trasferimento in più per i piccoli Comuni che lottano nelle difficoltà».
Matteo Del Nobile
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