Il Gps va in tilt e complica la traversata

GUARDIAGRELE. Il Gps ha complicato un po’ le cose lungo il percorso, ma alla fine il Gran Sasso l’hanno raggiunto lo stesso lasciando un simbolo del loro passaggio in un angolo di Campo Imperatore:...
GUARDIAGRELE. Il Gps ha complicato un po’ le cose lungo il percorso, ma alla fine il Gran Sasso l’hanno raggiunto lo stesso lasciando un simbolo del loro passaggio in un angolo di Campo Imperatore: la pietra presa sulla Maiella che, depositata sull’alto monte abruzzese, si è ricongiunta simbolicamente con il suo figlio Ermes. Questo il resoconto della traversata Maiella-Gran Sasso con protagonisti gli atleti appassionati di ultrarunning Angelo Marrone e Christian Sciarretta.
«Siamo partiti dal Rifugio Pomilio alle 23,30», racconta Marrone, «con il vento forte. Monte Amaro l’abbiamo raggiunto in 2 ore e 25 minuti. Ma il Gps di Christian ha iniziato a fare di testa sua facendoci fare un girotondo di altri 10 chilometri perdendo parecchio tempo. Siamo arrivati al Passo San Leonardo con un ritardo enorme, e quindi abbiamo iniziato la salita verso il gruppo del Morrone. Dopo la notte trascorsa sulla Maiella con temperature a 5-6 gradi, arriviamo a Popoli con altro ritardo, cosa preventivata a causa della scarsa segnaletica. Decidiamo quindi di proseguire per Bussi e successivamente per le mete Picca e Cappucciata. Il ritardo accumulato a questo punto era di 4 ore», prosegue Marrone, «e di comune accordo abbiamo deciso che la parte conclusiva col Monte Balzo e lo Scindarello, cioè gli ultimi 20 chilometri, l’avremmo accantonata. Saremmo arrivati veramente tardi. Quindi con oltre 90 chilometri alle spalle percorriamo il tratto asfaltato con le quattro ruote. La pietra andava portata e depositata. La nostra sfida è ancora aperta e abbiamo in mente di ripeterla entro agosto. L’Abruzzo, terra selvaggia, ha posti d’insuperabile bellezza ma di difficile accesso ma dentro i lascia davvero tanto».
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