Il grido di 300 studenti: scuole sicure

Gli alunni delle superiori sfilano in centro tra cori e striscioni e lanciano un appello al prefetto
CHIETI. Cori, striscioni e persino balli ieri mattina nella protesta degli studenti per una scuola migliore. Anche gli studenti delle scuole superiori teatine sono scesi ieri in sciopero in occasione della mobilitazione nazionale contro la legge di bilancio organizzata da Rete della Conoscenza, Unione degli studenti e Link. Sicurezza delle strutture e diritto allo studio per tutti sono stati al centro dello sciopero a cui hanno aderito in oltre 300 studenti delle scuole superiori teatine, in particolar modo del liceo classico Gian Battista Vico, del liceo Isabella Gonzaga e dell’istituto superiore Luigi di Savoia. Dopo essersi radunati alla villa comunale, gli studenti sono stati ricevuti dal prefetto Armando Forgione, che ha dimostrato di avere in prefettura porte sempre aperte. Al prefetto i ragazzi hanno parlato dei loro problemi quotidiani, sia quelli di vecchia data che riguardano soprattutto le condizioni strutturali delle scuole, sia i nuovi dovuti all’emergenza sanitaria che ha complicato ulteriormente la situazione. Il prefetto ha preso nota di tutto e ha promesso di interessare gli enti competenti, dall’amministrazione provinciale alla dirigenza delle aziende del trasporto pubblico.
«Scuole pericolanti, trasporti affollati e insufficienti, didattica nozionistica, diritto allo studio negato, sono solo alcuni dei motivi per i quali oggi le studentesse e gli studenti si sono mobilitati in tutta la regione», ha detto Riccardo Bascelli, rappresentante della consulta del liceo classico Vico ed ex presidente del consiglio comunale dei ragazzi. «Sono necessari investimenti per la scuola pubblica», ha aggiunto Lorenzo Mennilli, coordinatore dell’Unione degli studenti Chieti, «in materia di trasporto pubblico, edilizia e diritto allo studio, ma non solo. È necessaria una riforma totale dell’istruzione, che sappia rinnovare la didattica e immaginare un nuovo modello di scuola inclusiva in grado di trasformare la società». Il rappresentante degli studenti del Savoia, Giulio Ingannato, è tornato a sollevare il problema degli autobus troppo affollati che da tempo sta cercando di affrontare sia con le istituzioni che con le aziende di trasporto pubblico: «È un problema che sentiamo tantissimo», ha detto, «soprattutto adesso, visto che dal primo novembre c’è stata la riorganizzazione del trasporto pubblico cittadino e sono state tagliate diverse corse, soprattutto sulla linea 1 e sulla linea 3 che noi studenti prendiamo abitualmente. Ringraziamo il prefetto Forgione che, come al solito, ha dimostrato di voler prendere a cuore le difficoltà di noi studenti».

