Il ladro rubava anche nelle scuole

Si aggrava la posizione di Lazzeri: ora è accusato di 5 colpi negli uffici pubblici
CHIETI. Il ladro seriale degli uffici pubblici rubava anche nelle scuole. Si aggrava ulteriormente la posizione di Michele Lazzeri, 43 anni, diventato l’incubo degli impiegati di mezz’Italia. Dopo l’udienza di ieri mattina davanti al giudice Andrea Di Berardino, l’accusa – rappresentata dal pm d’aula Alissa Miscione – ha contestato altri due furti all’imputato. I colpi messi a segno in città salgono dunque a cinque, senza considerare due episodi di indebito utilizzo di carte di credito. La decisione è stata presa a margine della testimonianza di una collaboratrice scolastica che, all’epoca dei fatti, lavorava al Convitto nazionale G.B. Vico di corso Marrucino, che comprende elementari, medie e liceo classico. La bidella ha raccontato che, insieme a una collega, l’11 settembre del 2015 ha subito il furto del portafogli custodito nella borsa lasciata all’interno di un locale di servizio. «Quel giorno», ha riferito la donna, «a scuola si è presentato un uomo sulla quarantina. Era vestito in modo distinto e aveva con sé una valigetta. Diceva che aveva un appuntamento con la preside». Ma è stata solo una scusa per rubare indisturbato nella storica scuola del centro. «Ha approfittato della confusione di quella mattina: l’attività didattica non era ancora cominciata, ma si stavano insediando i nuovi docenti». La bidella ha riconosciuto in aula la foto dell’imputato. Così come hanno fatto altri due testimoni, impiegati dell’Inail, che erano riusciti a fotografare la targa della Fiat Multipla utilizzata dal ladro.
In aula sono state ascoltate anche altre tre vittime: si tratta di dipendenti della procura di via Spaventa, della commissione tributaria di corso Marrucino e dell’Inail di via Spezioli. In tutti i casi il ladro, prima di entrare in azione, ha atteso che le impiegate si allontanassero momentaneamente dai loro uffici. Il sostituto commissario Ivan Finore, in servizio alla squadra mobile, e il sovrintendente capo Walter Iannini, in forza alla sezione di polizia giudiziaria della procura, hanno ripercorso le fasi delle indagini. Ad incastrare Lazzeri sono state le immagini delle telecamere che si trovano all’esterno delle banche in cui l’imputato ha fatto i prelievi con i bancomat appena portati via alle malcapitate.
Nella prossima udienza, in programma il 20 maggio, verrà ascoltata l’ultima testimone, una delle bidelle del Vico. Poi arriverà la sentenza: rischia una condanna pesante il ladro seriale che, in passato, è stato capace persino di derubare un giudice di Pescara. (g.let.)

