Il lascito dei Martiri ottobrini: «No a soprusi e sopraffazioni»

7 Ottobre 2022

Celebrata la seconda giornata delle iniziative per il 79°anno della rivolta lancianese al nazifascismo Paolini: non dimenticare è il dovere di tutti. Borrelli: interroghiamoci ancora da che parte stare

LANCIANO. «Il prossimo anno saranno 80 anni dalla rivolta lancianese e c'è un lavoro di ricerca ancora da proseguire con il sostegno dell'Anpi nazionale». Il delegato Michele Petraroia dà il sigillo dell'Associazione nazionale partigiani alle celebrazioni in memoria dei Martiri ottobrini, che ieri hanno avuto il culmine nella cerimonia al sacrario degli Eroi. Nei prossimi dodici mesi Lanciano dovrà impegnarsi per arrivare all'ambiziosa ricorrenza della rivolta partigiana del 5 e 6 ottobre 1943.
«Una pagina di storia di straordinaria bellezza, coraggio e lealtà, che merita di essere donata anche al resto degli italiani», sottolinea Petraroia. Chissà che non si riesca ad avere a Lanciano il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al quale il sindaco Filippo Paolini nei prossimi giorni farà recapitare l'invito ufficiale. Settant'anni fa l'allora capo dello Stato, Luigi Einaudi, venne a conferire alla città la medaglia d'oro al valor militare proprio per gli avvenimenti che si verificarono nei mesi dal 5 ottobre '43 al giugno '44.
La cerimonia prende il via dal cippo in memoria del colonnello Michele De Pasqua, nel piazzale della stazione. Poi il corteo, composto da Anpi, associazioni combattentistiche e d'arma, forze di polizia, rappresentanti dell'amministrazione comunale e dai sindaci dei comuni vicini (Fossacesia, Frisa, San Vito, Santa Maria Imbaro), percorre corso Trento e Trieste.
A guidarlo gli alunni della scuola primaria Eroi ottobrini, insieme a una rappresentanza degli altri istituti comprensivi, agli studenti delle superiori e del Canadian college. In piazza Plebiscito viene deposta una corona al monumento ai Caduti, finalmente libera dalle auto. Il corteo risale poi corso Roma fino a piazza Dei Martiri lancianesi. I bambini della primaria Eroi ottobrini intonano l'Inno di Mameli, accompagnati dall'orchestra giovanile della Mazzini, diretta dal maestro Di Mele. L'emozione si ripete con “Bella ciao”, il canto del partigiano.
«Questo è il luogo della memoria, il luogo principale della rivolta cittadina», ricorda Maria Saveria Borrelli, presidente della sezione Anpi di Lanciano dedicata a Trentino La Barba, «siamo consapevoli di essere gli eredi di questa grande storia e non di una stanca e sterile memoria che non porta frutti? La storia ci chiede ancora oggi di interrogarci da che parte vogliamo stare. Uniamoci per conoscere le vecchie resistenze e alziamo gli occhi da terra per riconoscere il dolore di tanti uomini e tante donne che ancora combattono contro soprusi e sopraffazioni».
Mercoledì sera la fiaccolata per la pace, organizzata dall'Anpi, ha ripercorso tutti i luoghi simbolo della rivolta del 5 e 6 ottobre.
«Dopo anni torno a rendere omaggio da sindaco agli Eroi ottobrini e lo faccio con grande emozione», esordisce Filippo Paolini, che poi legge la motivazione della medaglia d'oro a Lanciano. «Lo scopo di questa giornata non è solo quello di ricordare i nostri eroi, ma anche che l'essere umano ha la capacità di generare orrore», prosegue il primo cittadino, «oggi nel mondo ci sono circa 30 scenari di guerra, alcuni molto vicini a noi. Non dimenticare è il dovere di tutti noi, evitare che si ripetano gli errori del passato è la nostra unica chance di evolverci come esseri umani. Il ricordo è la base sulla quale si costruisce il futuro. La ricostruzione storica di questi tristi giorni nel tempo è stata fatta ma ancora molto si può e si deve fare. E lo faremo: ci siamo impegnati a costituire un gruppo che preparerà l'80° anniversario di questa importante pagina di storia della nostra città», conclude Paolini.
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