Il liceo artistico al Ciapi «No alle perdite di tempo»

L’immobile della Regione passa alla Provincia: trasferimento a settembre Ma la preside denuncia il rischio ritardi: «I lavori devono partire subito»
CHIETI. Ci sono tutte le carte in regola affinché la Provincia dia avvio ai lavori necessari nell’edificio del Ciapi, il Centro di formazione regionale di Chieti Scalo, e permettere così a circa 250 alunni “esuli” del liceo artistico e coreutico Nicola da Guardiagrele di rientrare finalmente in un’unica e definitiva sede scolastica a settembre prossimo. Il 5 aprile scorso è stata formalizzata la concessione dello stabile di proprietà regionale alla Provincia: un accordo stipulato fra l’ente territoriale, il Ciapi e la relativa Fondazione.
Ma nella scuola, guidata dalla dirigente scolastica Paola Di Renzo, non cessano le preoccupazioni: al momento non ancora sono arrivate notizie certe circa la data effettiva d’inizio delle opere, essenziali ad accogliere studenti, professori e personale in tempi celeri. E così il 6 aprile, 24 ore dopo la ratifica, alcuni alunni e docenti sono andati ad affiggere uno striscione proprio davanti alla sede del Centro di formazione. Lì ora si legge: «Liceo artistico e coreutico Nicola da Guardiagrele. Nuova sede». Parole che suonano come un monito, visto che ad oggi benché ci siano le condizioni necessarie alla partenza dei lavori, nessun giorno preciso d’inizio degli stessi è stato ancora comunicato: «Il computo metrico della struttura» ricorda la responsabile di plesso dell’Artistico Maria Ludovica Allevi, «è stato consegnato alla Provincia. Ora è questa che deve dare inizio alle procedure necessarie per cominciare i lavori di manutenzione preliminari e permettere intanto il nostro rientro a settembre. La nostra paura è che si rallenti tutto l’iter, visto che non abbiamo ancora notizie certe. Dopo giovedì 5, quindi, abbiamo voluto attaccare quello striscione».
Lo scorso 26 febbraio la Regione sottoscrisse la convenzione per assegnare i locali del Ciapi alla Provincia: gli studenti, intanto, sono ancora ospitati tra le ex Orsoline e il Seminario pontificio dopo che il complesso in via D’Aragona, che ospitava il liceo, fu chiuso lo scorso ottobre perché dichiarato strutturalmente insicuro a seguito del crollo di una parte d’intonaco precipitato a terra in aula professori. Stando a quanto emerso nella riunione di febbraio, per le opere di messa in funzionamento da svolgere al Ciapi occorrono 300 mila euro. Di questi, 132 mila sono stati già messi a disposizione dalla Regione, mentre le altre risorse necessarie si starebbero cercando attraverso “economie” nel settore dell’edilizia scolastica regionale.
«Abbiamo urgenza che i lavori partano», continua la responsabile di plesso, «non sappiamo se dall’anno prossimo potremo riutilizzare le aule delle ex Orsoline». E aggiunge: «Ulteriori risorse, inoltre, potrebbero arrivare grazie al progetto del Miur Laboratori territoriali Innova Lab. Essendo il Nicola da Guardiagrele partner dell'Istituto Pomilio, attraverso una parte significativa di quei fondi potremmo dar vita ad opere murarie, avviare pure laboratori informatici e di oreficeria, a beneficio anche della cittadinanza. Il progetto, però, deve essere realizzato entro il 2018».
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