Il liceo chiuso ora rischia la demolizione

Solai pericolosi all’artistico, via a nuovi controlli. Da martedì sistemazione provvisoria per i 250 alunni, per il futuro spunta il Ciapi
CHIETI. Lunedì saranno ancora in giro per la città alle prese con un particolare progetto sul patrimonio artistico teatino, mentre martedì dovrebbero finalmente riprendere le lezioni in aula. Ma certamente non nella sede di via D’Aragona.
I 250 studenti del liceo artistico e coreutico “Nicola da Guardiagrele” sono in cerca di una sede dove poter studiare dallo scorso lunedì 9 ottobre, quando una parte di intonaco della sala professori è crollata dal soffitto. Ieri sono arrivati i risultati dello studio sulla stabilità dell’edificio affidato dalla Provincia alla Tecnolab di Ortona: 100 pagine che non rappresentano ancora i risultati definitivi ma che consigliano di non far rientrare gli studenti nella struttura. «Anche se per la Tecnolab non ci sono criticità tali da far ipotizzare un crollo», riferisce il funzionario Francesco Faraone al dirigente Carlo Cristini nella riunione operativa di ieri, «le prove di carico sui solai hanno dato valori al limite che fanno pensare che non ci sia sufficiente sicurezza strutturale, perché l’edificio è molto vecchio». E così non c’è dubbio che la sede, così com’è, non potrà tornare a ospitare i ragazzi. «Affideremo a uno studio esterno la progettazione di un piano di recupero della struttura», dice Cristini, «all’esito dei risultati si vedrà il da farsi». È facile, dunque, ipotizzare che se i costi di ristrutturazione lieviteranno, si potrà pensare anche ad abbattere e ricostruire l’edificio, rispettando le nuove norme antisismiche (visto che l’attuale indice di vulnerabilità sismica è bassissimo). Intanto, in via d’emergenza, le 20 classi dell’istituto martedì saranno suddivise tra il seminario regionale e l’istituto Beata Vergine del Carmine. La preside Paola Di Renzo ha detto più volte che non avrebbe voluto smembrare la scuola ma evidentemente, al momento, non si può fare altrimenti. Il presidente della Provincia Mario Pupillo sta però pensando a una soluzione più funzionale. L’idea è quella di trasferire tutta la scuola al Ciapi, il centro di formazione della Regione che avrebbe spazi sufficienti per ospitare tutte le classi, compresi i laboratori. Se Pupillo riuscirà a portare a termine il progetto, coinvolgendo la Regione, da gennaio l’istituto sarà trasferito allo Scalo. Intanto gli uffici della Provincia lavorano al massimo delle loro possibilità per adeguare gli spazi necessari, sia alle ex Orsoline che al seminario regionale. Per quanto riguarda il seminario, i ragazzi saranno messi al terzo piano della struttura, sopra alle classi dello Scientifico Masci (anche la sede del Masci è in ristrutturazione, sebbene il cantiere sia inspiegabilmente fermo da mesi). L’edificio è di proprietà della Curia che però lo ha già dato in comodato d’uso gratuito alla Provincia proprio per lo Scientifico. Il comodato è stato rifirmato lo scorso 11 settembre e riguarda l’intera struttura, compreso il terzo piano che era rimasto vuoto. Per quanto riguarda l’istituto Beata Vergine del Carmine di via Ravizza, invece, gli studenti verranno sistemati a pian terreno, dove si trovava la scuola materna poi chiusa. Si entrerà nella parte sinistra dell’edificio, quella accanto alla sede dello Scientifico. La Comunità Papa Giovanni XXIII, che gestisce la struttura, attraverso il responsabile Roberto Soldati, ieri ha fatto pervenire la propria disponibilità.
C’è infine da registrare la solidarietà agli studenti da parte dei militanti del Fronte della Gioventù Comunista di Chieti e Pescara.

