Il liceo Masci ricorda Iossa Prof tra filosofia e pugilato

4 Aprile 2019

Sabato al museo universitario un incontro dedicato allo storico docente  L’ex preside De Lucia: amato dagli studenti ma anche molto esigente con loro

CHIETI. Sapeva affascinare per quel suo affrontare la vita con serenità e leggerezza e, al tempo stesso, grande profondità di pensiero. A pochi mesi dalla morte, avvenuta il 10 dicembre scorso a 77 anni, Bartolo Iossa, prof di filosofia e amante della boxe, continua a far sentire la propria mancanza. Era un punto di riferimento per amici e intere generazioni di studenti che si erano formati a lezione da lui allo scientifico Masci. E proprio la scuola e l’associazione Amici del liceo scientifico Masci lo ricorderanno sabato prossimo alle 17 nel corso di un convegno al museo universitario. Saranno presenti la preside del Masci, Sara Solipaca, la presidente dell’associazione Marta Albanese e il figlio Antonio, che vive a Bologna con la famiglia. A ricordarne le qualità intellettuali, la visione storica e filosofica, la capacità di insegnare, la generosità come amico e l’impegno politico e culturale saranno Maurizio De Innocentiis, docente di filosofia e autore di diversi libri tra cui uno scritto con Iossa, l’ex preside Piervincenzo De Lucia, l’ex docente di filosofia della d’Annunzio don Luigi Gentile, il professore di filosofia Roberto Leombroni, l’ex docente dello scientifico Filippo Canci, l’altro ex collega Francesco D’Angelo, l’amico Giustino Zulli e la stessa Albanese.
«Arrivò al Masci nel 1975 e fin da subito si capiva che non era un professore di quelli tradizionali e anche per questo riscuoteva grande successo fra gli alunni. Della sua personalità mi colpiva il senso dello humor, la leggerezza e serenità di fondo di vita che si sposava pienamente con la profondità della riflessione intellettuale». Lo ricorda così Leombroni, docente di storia e filosofia, a cui toccherà ripercorrere il pensiero filosofico di Iossa, da Hegel, Marx, Sartre, la scuola di Francoforte fino a Pasolini. «Su Pasolini», aggiunge Zulli, «abbiamo fondato un circolo a Chieti. A Bartolo mi legava un’amicizia iniziata in ambienti politici comuni. Negli anni 80 lui era segretario della sezione teatina del Pc e io ero iscritto al partito», racconta l’ex segretario regionale della Cgil.
All’ex docente universitario don Luigi Gentile, toccherà ripercorrere parte del pensiero di Iossa: «Mi occuperò dell’inquietudine suscitata dalla ricerca della verità. Ho presentato quasi tutti i suoi libri e ne ripercorrerò alcuni».
«Iossa si era diplomato dell’istituto magistrale e credo sia rimasto sempre un maestro, nel senso più nobile del termine, avendo la capacità di rendere comprensibili i concetti più difficili», dice De Lucia, preside al Masci per due decadi buone. «Mi stupivo nel vedere come gli alunni lo amassero tanto, nonostante fosse esigente con loro».
D’Angelo, ex docente di disegno e storia dell’arte al Masci, lo ha conosciuto come collega e ne è diventato subito amico fraterno. «Siamo andati in pensione insieme, nel 1999, e ci vedevamo tutti i giorni, anche da pensionati», dice. Quando Iossa si ammalò e dovette andare in ospedale, dove poi morì nel giro di un mese, fu D’Angelo ad accompagnarlo: «44 anni d’amicizia», ricorda l’ex professore. «Per me fu sin da subito un punto di riferimento: il buon umore, le battute con gli studenti, la grande preparazione e la grande generosità come uomo».
Alla città Iossa ha dato tanto dal punto di vista culturale anche dopo il pensionamento: «Nel 1996 avevamo fondato l’associazione Amici dello Scientifico per la quale si spendeva tanto», ricorda la presidente Albanese, «ma anche con l’Unitre era molto attivo». La Albanese parlerà anche dell’ultimo libro di Iossa. Finito, ma non pubblicato, si intitola “La lezione di Paola”, dedicato alla moglie Paola, scomparsa qualche anno prima di lui.