Il liceo scientifico diviso in 9 settori per il distanziamento

20 Settembre 2020

Tutto pronto al rientro in classe di studenti e personale Previsto anche un piano B in caso di quarantene o lockdown

LANCIANO . È tutto pronto al liceo scientifico Galilei per far tornare a scuola in presenza, da giovedì prossimo, i 1.100 studenti e 150 tra docenti e personale. Ma l’istituto ha anche pronto il “piano B”: tutte le 46 aule saranno dotate di kit tecnologici per lezioni totalmente o parzialmente a distanza. Prima della chiusura per il referendum - la scuola è sede di seggio - sono stati ultimati i lavori da parte della Provincia: un’aula aggiuntiva, chiudendo un porticato, e rampe a servizio dei nuovi ingressi. Per garantire il distanziamento, infatti, lo scientifico è stato diviso in 9 settori, con percorsi che non si incrociano mai e ingressi differenziati. Ogni settore è autonomo, in quanto dotato di servizi igienici e aree esterne dedicate. Sala docenti e laboratori sono stati trasformati in aule.
«In questo modo riusciamo a gestire i ragazzi a gruppi di circa 150», spiega la dirigente Eliana De Berardinis, «evitando orari sfalsati di ingresso e uscita che penalizzerebbero i pendolari. Così possiamo garantire il distanziamento, ridando la presenza a scuola a tutti. La didattica a distanza resta in via residuale. Ad esempio alcuni progetti, come l’alternanza scuola-lavoro, si faranno collegati on-line. Dato che il rischio zero non esiste, stiamo approntando anche il “piano B”, un progetto di didattica digitale integrata in caso di quarantene o lockdown parziale, ma anche per migliorare la didattica in presenza per quei ragazzi costretti, magari da un malanno o altre patologie, a stare a casa». Allo scopo è stato creato un team digitale e ogni aula sarà dotata di un kit tecnologico. «Abbiamo deciso di acquistarli con i fondi donati dai genitori», continua la preside, «per potenziare la scuola con nuove tecnologie. In ogni aula ci saranno computer, videoproiettore e telecamera. Abbiamo chiesto altro organico, anche per avere le figure di tutor per seguire gli studenti che dovranno restare a casa, e circa 70 banchi monoposto». All’ingresso di ogni aula è posizionato un dispenser per igienizzare le mani. L’intervallo si farà diviso per piano: i ragazzi potranno consumare il panino o la merenda seduti al banco, senza mascherina, e poi uscire dieci minuti, nelle aree assegnate per classi, indossandola.
In queste settimane personale e famiglie, convocate on line, sono stati formati e informati. Ma anche il primo giorno di scuola sarà dedicato ad illustrare il protocollo di sicurezza, con ingressi scaglionati per classi. «Abbiamo invitato i genitori a sottoscrivere un patto di corresponsabilità», dice De Berardinis, «è fondamentale condividere un modello di comportamento tra scuola e famiglia. Tutti i giorni distribuiremo ai ragazzi una mascherina, che porteranno a casa in una busta e indosseranno il giorno dopo. Abbiamo lavorato sodo per predisporre una scuola in sicurezza e in presenza. Per quanto pronti, un po’ di preoccupazione c’è perché a scuola si sta 5 ore, mentre le altre 19 fuori. Siamo impegnati in una doppia sfida, garantire il diritto all’istruzione e alla salute».