Il logo Cai sul passaggio del fronte

4 Febbraio 2016

GUARDIAGRELE. Il Club alpino italiano sezione di Guardiagrele ha presentato il logo del passaggio del fronte bellico durante la Seconda guerra mondiale: da tre anni, infatti, il sodalizio organizza...

GUARDIAGRELE. Il Club alpino italiano sezione di Guardiagrele ha presentato il logo del passaggio del fronte bellico durante la Seconda guerra mondiale: da tre anni, infatti, il sodalizio organizza l’escursione su uno dei percorsi che portavano a raggiungere le zone liberate dagli Alleati. Il Cai già è al lavoro, infatti, per la prossima escursione, in programma il 25 aprile. Il logo è stato realizzato dal segretario del sodalizio, Carlo Iacovella. Quel simbolo riproduce due linee di reticolato con due gocce di sangue che ricordano il sacrificio delle persone morte proprio per attraversarlo; un tricolore che lo scavalca con sopra la scritta “Verso la libertà” che ha la V iniziale a forma di cuore e da cui esce un rametto di una rosa gialla, fiore che simboleggia la libertà; il tutto si completa con lo sfondo del versante orientale della Maiella che è disegnato in modo stilizzato.

La posizione strategica di Guardiagrele a ridosso della Linea Gustav divenne più importante con la “Linea d’inverno” dopo la cruenta battaglia di Ortona che terminò il 28 dicembre ’43 con la sua liberazione. Guardiagrele fu liberata il 9 giugno ’44. Quando ad ottobre i guardiesi furono costretti a “sfollare” lasciando le case, in gran parte decisero di attraversare il fronte mettendo a rischio la vita; questo avvenne nel periodo che va dagli ultimi mesi del ’43, ai primi del ’44. Oltre ai guardiesi c’erano anche internati, cittadini di altre località e tanti prigionieri alleati che erano fuggiti, per evitare la cattura, l’8 settembre ’43 dal campo di prigionia di Fonte D’Amore, vicino Sulmona, alle pendici del Monte Morrone e il 14 settembre da Servigliano, nelle Marche.

«In questi tre anni», spiega l’autore del logo, Carlo Iacovella, «si è lavorato sia a rintracciare il percorso e sia a raccogliere le testimonianze di chi ha vissuto questo triste periodo della guerra. La ricerca ha fatto emergere novità che hanno portato finora a realizzare due pubblicazioni, due dvd, a rintracciare una trincea tedesca sulla linea fronte, una croce nel bosco della Strazza dov’è morto il patriota Antonino D’Angelo, e una parte di reticolato tedesco». Per la prima volta è stato anche realizzato il coordinamento con gli organizzatori del Sentiero della Libertà di Sulmona per raggiungere contemporaneamente Casoli dai due versanti della Maiella e sfilare insieme per le vie della cittadina accolti dall’amministrazioni comunale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA