Il M5S contro la Asl: all’ospedale mancano i primari e gli strumenti

I consiglieri regionali Taglieri e Smargiassi: «I presìdi di Lanciano e Vasto sono abbandonati» Contestati i piani di FdI, Lega e Forza Italia: «Parlano di nuovi edifici, ma ormai siamo al capolinea»
LANCIANO. «Gli ospedali di Lanciano e Vasto abbandonati, quello di Chieti che scoppia: i cittadini non hanno più risposte dal sistema sanitario pubblico. Siamo al capolinea». È il consigliere regionale Francesco Taglieri (M5S) a puntare il dito contro la direzione Asl e contro la Regione di centrodestra per lo stato in cui versa l’ospedale Renzetti. Una crisi senza precedenti, fa notare Taglieri, per un presidio privo di strumenti e personale mentre la Asl parla ancora di nuovo ospedale.
«I vertici della Asl portano avanti un disegno di centralizzazione della sanità, lasciando in abbandono ospedali fondamentali per il territorio come Lanciano e Vasto dove ci sono enormi carenze di personale e strumentazioni», dice Taglieri. «Al Renzetti manca il personale in ogni reparto. Ad oggi mancano 5 ortopedici, 3 medici di radiologia, 4 chirurghi, 4 medici di Pronto Soccorso, 3 neurologi, un gastroenterologo, un ginecologo, 2 otorini, 3 urologici e un pediatra. Servizi che dovrebbero essere garantiti 24 ore su 24 in un Dea (dipartimento di emergenza e accettazione) di I livello quali Urologia, Oculistica e Otorino sono ai minimi storici. Per non parlare della carenza di infermieri, operatori socio sanitari e ostetriche. Una situazione gravissima». Mancano anche i primari, a partire dalla direzione di presidio fino ai vari reparti: il manager Thomas Schael nella presentazione della seconda tac (che è stata comprata senza iniettore, ora messo a gara dall’azienda) ha detto che i primariati saranno coperti entro giugno.
«Anche all’ospedale San Pio», aggiunge il consigliere regionale Pietro Smargiassi (M5S), «manca il personale. Le emergenze più gravi si registrano in ortopedia, radiologia, cardiologia, anestesia e rianimazione». «Lanciano e Vasto sono in ginocchio e l’ospedale di Chieti scoppia», riprende Taglieri, «perché non può sopperire a tutte le richieste, generando così un cortocircuito che sta mettendo in ginocchio il sistema sanitario territoriale». Problemi che si ripercuotono sui cittadini che non trovano risposte per i propri problemi. «Il dramma degli ospedali sono conseguenza anche dell’assenza di atti di indirizzo come la rete ospedaliera, la rete territoriale e il piano sanitario regionale mai approvati dalla Regione strigliata al tavolo di monitoraggio ministeriale», chiude il consigliere. «È il momento di dire stop alla propaganda. È inutile che Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, parlino di nuovi ospedali se quelli che ci sono non possono funzionare. Siamo arrivati al capolinea».
Situazione drammatica evidenziata nei giorni scorsi anche dal consigliere comunale Leo Marongiu (Pd) che attacca anche l’amministrazione Paolini, rea a suo dire di «adagiarsi sulle decisioni discutibili della Asl senza raccogliere invece le tante istanze che vengono dal Renzetti, da operatori e pazienti».

