Il maestro dei fabbri forgia scudi romani

Guardiagrele, l’artigiano Scioli che stregò anche Marchionne scelto da un’associazione francese per rifare antichi reperti
GUARDIAGRELE. «Finalmente sono riuscito a trovare il fabbro di duemila anni fa». Sono le parole pronunciate da Ilario Lorusso, vice presidente di un’associazione culturale francese con sede a Mimet (Association europèenne de reconstitution antique), subito dopo aver visto il pluripremiato fabbro Filippo Scioli al lavoro nella sua bottega d’arte di via Occidentale. Il dirigente del sodalizio francese, formato da studiosi e archeologi interessati a ricostruire le vicende dell’esercito dell’antica Roma, è rimasto incantato dall’attività del fabbro guardiese, capace di creare meravigliosi rigorosamente a mano: Lorusso è rimasto letteralmente affascinato dalla maestria di Scioli e gli ha commissionato un importante lavoro: la delicata ricostruzione delle parti in ferro di un antico scudo romano dell’età repubblicana e, in modo particolare, del suo umbone, cioè quella parte che rappresenta la protezione per la mano di chi usa lo scudo. «Scioli», sottolinea Lorusso, «in poco tempo è riuscito a realizzare un lavoro che altri in Italia non sono stati in grado di fare, ricostruendo la replica perfetta di un reperto proveniente da Gualdo Tadino, in provincia di Perugia. Ora, gli affideremo sicuramente altri lavori. Contiamo, già dal prossimo futuro, di replicare altri pezzi ritrovati in differenti contesti. Bisogna ricordare che lo scopo principale della nostra associazione è principalmente quello di fare della mediazione culturale, attraverso la partecipazione in tutta Europa a eventi di rievocazione storica, nei quali divulghiamo al grande pubblico, elementi della storia antica che, diversamente, resterebbero solo appannaggio di accademie e studiosi».
Con le tante iniziative a cui parteciperà il sodalizio francese, i preziosi manufatti di Scioli si faranno ammirare per la loro bellezza e unicità in tutta Europa. Il maestro guardiese del ferro battuto aggiunge così un altro riconoscimento alla sua attività: in passato ha partecipato a numerose mostre come quella Internazionale di Firenze, l’Expò di Rimini, le esposizioni di Roma, Saint Vincent, Ginevra e ha realizzato lavori in Francia, Germania, Spagna e Repubblica Ceca portando sempre in alto il nome di Guardiagrele. Un altro fiore all’occhiello del fabbro resta la sua visita agli stabilimenti della Sevel in Val di Sangro dove ha incontrato Sergio Marchionne e, armato di martello, incudine e fucina per arroventare il ferro, in mezzo a tanta moderna tecnologia, ha offerto un magistrale saggio della sua antica arte, entusiasmando e commuovendo il famoso manager che lo ha salutato e abbracciato dicendogli una frase indimenticabile: «Qui sei l’unica cosa vera».
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