Il manager “declassa” il Renzetti Scoppia la polemica sull’ospedale

Il dg della Asl: «In provincia sono importanti i presidi di Chieti e Vasto, Lanciano ha vocazione medica» Marongiu (Pd): «Batosta per il Frentano». Paolucci (Pd) e Taglieri (M5S): «Così smentisce la Regione»
LANCIANO. «Nella rete ospedaliera della provincia di Chieti sono importanti gli ospedali di Chieti e Vasto, quello di Lanciano è un ospedale con vocazione medica»: sono le parole del manager Asl Thomas Schael pronunciate nell'audizione dei giorni scorsi nella 5 commissione regionale sanità, lavoro e sociale. Il dg è stato chiamato per relazionare sui conti in profondo rosso della “sua” Asl, debiti che non sarebbero di 41milioni come indicato nel bilancio consuntivo Asl 2023 presentato al comitato ristretto dei sindaci nelle scorse settimane, ma ben 48milioni come risultato dalla verifica fatta dalla Corte dei conti.
«L’affermazione di Schael in commissione è una nuova batosta per il nostro martoriato presidio», interviene il consigliere comunale Leo Marongiu (Pd). «Una dichiarazione grave perché smentisce anche la programmazione regionale che vuole Lanciano Dea di primo livello con una funzionalità medica e chirurgica», aggiungono i consiglieri regionali Silvio Paolucci (Pd)e Francesco Taglieri (M5S); quest'ultimo nel corso dell'audizione ha spiegato anche a Schael che l’ospedale Renzetti che lui ha ridimensionato in questi anni ha una storia, è uno dei primi della regione con reparti modello.
«La risposta di Schael sul futuro del presidio ospedaliero è stata preoccupante», riprende Marongiu, «non può affermare che Lanciano deve avere una vocazione medica. L'ospedale Renzetti è un Dea di primo livello a servizio di tutto il territorio, non può abdicare dalla sua storica funzionalità attrattiva in ambito chirurgico, non può Lanciano essere via via trasformata in un grande ambulatorio con un pronto soccorso che scoppia e una missione da cronicario. E lui sta già lavorando verso tal senso, infatti nella nuova disposizione dei posti letto ha portato la medicina a ben 56 posti letto: una riprova che vuole trasformare Lanciano in una lungodegenza, un cronicario. E ancora: l’accorpamento dei reparti e il taglio di posti letto in chirurgia, otorino e rianimazione sono un'altra spia preoccupante: vigileremo che restino una situazione temporanea estiva, cosa già grave».
«È un’affermazione grave anche in contraddizione con le indicazioni che detta il Dm70 a cui lui stesso ha fatto riferimento in una audizione a tratti surreale», aggiunge Taglieri, «in cui non ha risposto a molte nostre domande e si è infelicemente paragonato al dirigente di Stellantis, a una ditta che produce furgoni invece di pensare che guida un'azienda che dovrebbe produrre sanità, salute e benessere per i cittadini. La Regione indica l'identità dei presidi, ma i requisiti, quello che ci si mette all’interno lo stabilisce un decreto ministeriale (DM70) e non lo sceglie il dg. Il decreto stabilisce che ci devono essere urologia, oculistica, otorino h24 ad esempio, cose che ha smantellato, che il centrodestra aveva detto di voler far tornare in auge salvo poi lasciarle nel dimenticatoio. Al massimo il manager può decidere se un servizio può essere una unità complessa, semplice, ma non quali servizi attivare. In questi ultimi anni Schael ha distrutto le cose che funzionavano ancora e ora pensa a una vocazione medica anche miope rispetto a una realtà che vede la chirurgia del Renzetti come la più virtuosa della Asl». «Servono risposte chiare», chiude Marongiu, «e chiediamo al tutto il comprensorio di fare squadra per averle visto che non possiamo fare riferimento al sindaco di Lanciano che non si è fatto eleggere nemmeno nell'organo consultivo del comitato ristretto sindaci Asl».
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