Il manager Nba emigrato riscopre le sue origini

Torna a Guardiagrele John Gabriel, dirigente degli Orlando Magic negli Usa L’abbraccio con i parenti. Dal Pozzo: «È discendente di una famiglia della città»
GUARDIAGRELE. Aria di festa a Guardiagrele per l’arrivo di John Gabriel, executive advisor della mitica squadra americana di basket degli Orlando Magic e discendente della famiglia guardiese dei Gabriele. Il famoso manager e già direttore generale della formazione statunitense che negli anni Novanta ha raggiunto per ben cinque volte i playoff Nba, è stato calorosamente accolto in municipio dal sindaco Simone Dal Pozzo e da altri componenti della giunta comunale. Gabriel ha avuto anche l’opportunità di conoscere un gruppo di suoi parenti guardiesi che gli hanno mostrato una serie di vecchie fotografie dei suoi antenati e fatto tantissime domande. Il manager si è intrattenuto a lungo a parlare con tutti, cercando di scoprire le diverse ramificazioni della sua parentela.
«John», ha ricordato Dal Pozzo, «è un figlio della nostra terra, infatti è discendente di Francesco Antonio Gabriele, nato a Guardiagrele nel 1875 ed emigrato negli Stati Uniti, e di Pasquale, figlio di Antonio che si sposò con Eleonora De Lucia nel 1811. Per l’incredibile ritorno di questo personaggio nella nostra cittadina dobbiamo ringraziare principalmente Ivan Pantalone, presidente onorario della Magic Basket Chieti, la formazione teatina che nei giorni scorsi si è gemellata proprio con gli Orlando Magic nel corso di una cerimonia che si è svolta al Teatro Marrucino. Un grazie», ha aggiunto Dal Pozzo, «va anche all’ex sindaco Mario Palmerio che in poche ore è riuscito a ricostruire un pezzo importante dell’albero genealogico di John e ai guardiesi della famiglia Gabriele che hanno risposto con entusiasmo alla giornata dedicata al loro parente. È proprio vero», ha concluso Dal Pozzo, «che siamo molto più dei nostri ristretti orizzonti, che il cuore non può avere confini e che la bellezza delle relazioni, soprattutto quando si torna alle origini, è l’aspetto più bello della vita».
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