«Il mare più pulito da San Vito al Sangro»

Scutti (Sasi) e il caso depuratori sequestrati-Bandiere blu: «Ereditata una situazione disastrosa»
LANCIANO. «Stiamo lavorando come abbiamo sempre fatto e a breve presenteremo la documentazione per chiedere alla Procura il dissequestro dei depuratori, con largo anticipo rispetto ai trenta giorni imposti dalla magistratura». Così il presidente della Sasi, Domenico Scutti, replica sulla preoccupazione di cittadini e Comuni, soprattutto costieri, che si è generata in seguito al sequestro di 12 depuratori gestiti dalla sua società, partecipata da 92 comuni della provincia. Sulla richiesta di risarcimento per danni di immagine inoltrata dal sindaco di Rocca San Giovanni, Gianni Di Rito, dopo la sospensione della Bandiera blu al suo Comune proprio a causa dei depuratori, il presidente della Sasi non vuole commentare. «Preferisco non rispondere», chiarisce, «ma puntualizzo che nel 2014 la Regione ha dichiarato che il tratto più pulito della costa è proprio quello che va da San Vito al Sangro. Voglio fare solo un appunto a chi dice che nelle bollette si paga anche la depurazione: quei soldi sono per la gestione dei depuratori e una parte sostanziale va agli investimenti. Non è vero che non facciamo manutenzione, anzi, lavoriamo su più fronti proprio per garantire un buon servizio. Da tempo», prosegue Scutti, «ci stiamo adoperando per riportare la situazione, ereditata in maniera disastrosa, a pieno regime. L’inchiesta della Procura iniziò nel 2012 rilevando irregolarità diffuse che progressivamente abbiamo sanato con fondi del bilancio corrente e, quando non è stato possibile per questioni di ingenti investimenti strutturali, abbiamo progettato l’intervento che, presentato all’approvazione della Regione, sarà ora finanziato con i fondi Fas. In questi giorni abbiamo preparato una documentazione che ci auguriamo sia esaustiva», chiarisce il presidente della Sasi. «Vogliamo assolvere a tutti i nostri adempimenti in materia di rispetto dell’ambiente. Siamo a disposizione dell’autorità giudiziaria nell’assoluta trasparenza che ci contraddistingue. Lavoriamo per migliorare ogni aspetto della gestione del sistema idrico e i problemi della depurazione delle acque sono di assoluta rilevanza. In questi ultimi 4 anni abbiamo speso 16 milioni per interventi strutturali senza avere un euro dai Comuni. Su molti depuratori sequestrati dei 90 controllati dalla Procura, siamo già a buon punto, la situazione è dinamica e in via di miglioramento».
Daria De Laurentiis
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