Il mare restituisce il corpo di Claudio

Dopo tre giorni ininterrotti di ricerche ritrovato anche il secondo giovane di Penne annegato insieme all’amico
VASTO. Alle 18,10 dal mare riemerge il corpo di Claudio Basilavecchia, il 24enne di Penne disperso da mercoledì dopo il bagno con gli amici. Ci sono voluti tre giorni di ricerche, alla fine i fondali di Punta Aderci hanno restituito il corpo del giovane disperso in mare d 3 giorni. Il recupero è stato possibile grazie ad un operazione di “overing”, di volo a pelo d’acqua. Una manovra delicatissima che ha permesso di contrastare le correnti marine creando un vortice. La manovra è stata decisa dopo che per ben due volte il corpo era stato avvistato e poi risucchiato dal mare. «La spiaggia è stata sgomberata e gli elicotteri si sono abbassati a pelo d’acqua fino a formare dei mulinelli che hanno creato una spinta verso l’alto del corpo del ragazzo, riportandolo in superficie. Poco dopo le 18 è riaffiorata la testa», racconta l’autorità marittima. Le operazioni sono state seguite passo passo dalla sala operativa della direzione marittima di Pescara. Ai responsabili è toccato poi il compito ingrato di avvisare i familiari di Claudio. Il riconoscimento è stato fatto da uno zio. L’autorità marittima ha informato subito anche l’autorità giudiziaria che ha disposto l’ispezione cadaverica del medico legale, al termine della quale il corpo è stato riconsegnato alla famiglia.
Il rullare del motore degli aerei e degli elicotteri aveva risvegliato i residenti di Punta Penna all’alba. Alle 6 a Punta Aderci si sono ritrovati gli uomini del Circomare di Vasto, i colleghi di Ortona e Termoli, i militari del 3° Nucleo aereo della guardia costiera di Pescara, i sommozzatori di Napoli e i colleghi dei vigili del fuoco di Pineto. Il ritrovamento è avvenuto dopo 12 ore. Per tre giorni consecutivi, senza sosta l’autorità marittima ha portato avanti le ricerche di Claudio Basilavecchia. «Le ricerche non si sono mai fermate, anche se le condizioni meteo sono state avverse», spiega la Capitaneria di porto. La presenza di rocce e i fondali torbidi hanno sconsigliato per motivi di sicurezza le ricerche sottomarine notturne, ma la sospensione è stata di poche ore. All’alba per tre giorni i sub sono tornati a scandagliare i fondali». Sono stati individuati diversi “obiettivi sospetti” e ci sono stati più avvistamenti: a Punta Aderci, Punta Penna e Libertini. Più le ore passavano più si riducevano le speranze di ritrovare Claudio Basilavecchia in vita. «Siamo vicini ai genitori. Avremmo voluto ritrovarlo vivo. Abbiamo continuato a cercare il ragazzo senza mai perdere le speranze. Purtroppo l’epilogo è stato infelice», dice l’autorità marittima. Le operazioni sono state coordinate dalla Capitaneria di porto di Pescara, ma come detto hanno visti impegnati uomini e mezzi di Vasto, Ortona, Pineto, squadre arrivate dal Molise e dalla Campania. Sono state fatte otto missioni con quattro motovedette e sette voli con l’Atr Manta e l’elicottero Av139 del 3° Nucleo aereo di Pescara. C’erano privati e armatori erano pronti ad offrire la propria collaborazione qualora il Circomare lo avesse richiesto. Non hanno preso iniziativa per non ostacolare le ricerche.
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