Il marito dell’assessora assunto in Comune: scoppia la polemica

I consiglieri di opposizione chiedono le dimissioni di Valentina Peca e tappezzano il paese di manifesti Ma il sindaco Tracanna la difende: «Iter regolare, gli uffici hanno fatto tutto in assoluta trasparenza»
BUCCHIANICO. È scontro a Bucchianico su un’assunzione di un operaio in Comune. I quattro consiglieri di minoranza Ercole Mecomonaco, Renzo Di Lizio, Gianluca De Leonardis e Angela Polidoro hanno fatto tappezzare Bucchianico di un manifesto che grida allo scandalo. Perché l’assunzione contestata è quella del marito di un assessore comunale, Valentina Peca.
«Assumere in Comune il marito di un assessore in carica non va bene», si legge sul manifesto, che chiede platealmente le dimissioni dell’assessore Peca e bolla il sindaco Carlo Tracanna come “bocciato”. Premesso che gli stessi consiglieri che hanno sollevato la polemica ammettono che nell’iter che ha portato all’assunzione non c’è nulla di irregolare dal punto di vista delle procedure utilizzate, i consiglieri rilevano comunque alcune anomalie sospette, visto che di questa assunzione al Comune a Bucchianico si sarebbe parlato da tempo. I quattro consiglieri di minoranza «ritenuto tutto ciò quanto meno inopportuno e lesivo dell’immagine e della credibilità dell’intera amministrazione, delineandosi talora anche possibili profili di conflittualità», hanno invitato «l’intero Consiglio a prenderne atto e ad adottare le necessarie decisioni conseguenti questa situazione che ha creato molto malumore nella cittadinanza, generando perfino dubbi sulla trasparenza dell’intera amministrazione». E dunque a Bucchianico è guerra aperta sull’assunzione del marito dell’assessore. Da una parte i gruppi di minoranza, dall’altra il sindaco Tracanna che difende il suo assessore e l’operato dell’amministrazione comunale.
«Si tratta di un’assunzione regolare e trasparente», dice, «il Comune di Bucchianico si è dotato di un regolamento per sostituire i due cantonieri che sarebbero andati in pensione per cui i posti sarebbero stati coperti il primo attingendo a graduatorie di altri Comuni e il secondo con un concorso il cui bando uscirà a breve. E per quanto riguarda l’amministrazione, il nostro compito è finito qui. Nel frattempo il lavoro degli uffici è andato avanti per dare esecuzione a questo regolamento. Ma a questo punto noi non ci entriamo più: sono gli uffici che si sono interessati della procedura. Noi non abbiamo fatto più nulla. Certo c’è stata una coincidenza, ma è stato solo un caso. Non credo che un familiare di un amministratore non possa partecipare a un concorso». (a.i.)
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