«Il Marrucino non chiude Si prepara a risorgere»

31 Dicembre 2015

Il direttore amministrativo Di Martino: «Programmata un’ottima stagione» Ma c’è lo scoglio del ministero per non perdere il titolo di teatro di tradizione

CHIETI. Il sipario della Cavalleria Rusticana si è appena abbassato. Allora direttore, come è andato il 2015 per il Marrucino?

«Preferisco parlare del 2016, che andrà molto bene, perché abbiamo programmato un’ottima stagione». La risposta del direttore amministrativo del teatro teatino, Cesare Di Martino, la dice lunga sul fatto che non tutto è andato nel verso giusto. Qualche sold out in meno, il titolo di “Teatro di tradizione” a rischio, la difficoltà nel reperire i finanziamenti, le corse per allestire gli spettacoli all’ultimo minuto, hanno fatto vivere al Marrucino momenti di incertezza. Ma il 2016 promette bene, perché, almeno per i primi sei mesi, è tutto già programmato. «Dal primo gennaio a fine aprile», conferma il direttore amministrativo, «il teatro sarà utilizzato una giornata su quattro, senza contare le iniziative dei privati e di altri soggetti pubblici». Un dato che testimonia che «il Marrucino è una realtà viva e attiva», nonostante le difficoltà. I primi sei mesi dell’anno saranno quelli della prosa (sei gli spettacoli con altrettante repliche e nomi di richiamo), più l’operetta e il Teatro Ragazzi, tutto in collaborazione con l’Acs. La novità è invece la riconferma del Teatro dialettale, in dubbio fino all’ultimo. Sarà organizzato in collaborazione con la Fita (Federazione italiana teatro amatori) e prevede otto appuntamenti. Verrà istituito anche un premio per la migliore commedia dialettale, con la serata di gala che si terrà sabato 7 maggio. «Oltre a questi appuntamenti«, ha fatto sapere ancora il direttore, «il Cda presieduto da Cristiano Sicari sta anche valutando la possibilità di portare a teatro spettacoli di danza e tre pièce comiche».

L’altra novità del 2016 è invece legata al Supercinema, che tornerà ad operare come sala cinematografica. «Sarà possibile attraverso la digitalizzazione dell’impianto», spiega Di Martino, «l’accordo c’è, dobbiamo solo concretizzarlo. E pensiamo di poterlo fare già a fine febbraio».

In pratica si prevede una convenzione con un privato che metta a disposizione i costosi strumenti necessari alla digitalizzazione in cambio dell’utilizzo della struttura. Il problema, per il momento, pare solo essere legato al contemperare le esigenze della sala cinematografica rimessa in funzione e quelle del Supercinema come secondo palcoscenico del Marrucino e sala polifunzionale a servizio della città. La seconda parte dell’anno sarà dedicata, come sempre, alla lirica. La programmazione, però, viene fatta a inizio anno, con il calendario delle opere da presentare al Ministero a fine gennaio, «anche se quest’anno», aggiunge Di Martino, «pare che la scadenza possa slittare a fine febbraio». Il programma è fondamentale per rimanere nella rete dei Teatri di tradizione e ottenere i relativi finanziamenti. Quest’anno il nome del Marrucino è sparito dal capitolo di spesa destinato ai Teatri di Tradizione, tanto è vero che è stato già avviato un ricorso. «Ma non abbiamo perso né i fondi, ottenuti attraverso un altro capitolo di spesa, né il titolo», precisa Di Martino, «che non abbiamo intenzione di perdere. Tanto è vero che abbiamo già programmato attività di sensibilizzazione e formazione del pubblico che avvieremo presto».

L’amministrazione comunale ha appena approvato il bilancio di previsione 2015 del teatro che prevede uno stanziamento di 430 mila euro da parte del Comune, 102 mila euro da parte del Ministero e 150 mila da parte della Regione, «anche se», precisa il direttore, «confidiamo che la Regione possa assicurarci altri 150 oppure 180 mila euro, così come avveniva in passato ai tempi della legge 40 del 2001, abrogata quest’anno».