Il Marrucino si fa bello: montato il nuovo portone

Bicentenario del teatro. Sostituite le finestre, interventi su parquet e poltrone Per il concerto di Ughi sarà allestito un maxischermo sotto i portici del Corso
CHIETI. Nell’attesa dell’arrivo di Uto Ughi, bloccato dalle precarie condizioni di salute, il teatro Marrucino cerca di presentarsi al meglio nell’anno del bicentenario. Ieri mattina c’era gran fermento davanti al teatro teatino per l’arrivo del nuovo portone.
A controllare personalmente le opere c’erano il direttore amministrativo Cesare Di Martino e il progettista e direttore dei lavori, nonché responsabile della sicurezza del teatro, Salvatore Polimeno.
Il nuovo portone, realizzato in legno massello di castagno e approvato dalla Sovrintendenza ai beni culturali, è arrivato grazie alle economie dell’istituzione teatrale presieduta da Cristiano Sicari. Che è riuscita a trovare i soldi anche per rifare infissi e finestre della facciata, oltre che alcune finestre laterali, e per sostituire la moquette, il parquet del foyer storico e le poltrone della platea. Complessivamente verranno sostituite tre porte finestre, tre finestre grandi, cinque piccole e cinque portoni, oltre quello principale montato ieri. In attesa degli annunciati 270mila euro per opere di manutenzione promesse dal presidente della Regione Luciano D’Alfonso attraverso lo strumento del Masterplan, il Marrucino fa dunque da solo, per entrare nel clou delle manifestazioni dell’importante compleanno nella maniera migliore possibile. Dopo l’appuntamento con il cult del teatro comico L’Anatra all’Arancia, portata in scena nello scorso fine settimana da Luca Barbareschi e Chiara Noschesi, il teatro si prepara ad ospitare un altro importante appuntamento con la prosa. Martedì 16 e mercoledì 17 gennaio, alle ore 21, va in scena il Re Lear di William Shakespeare, una produzione del Teatro di Roma e del Teatro Nazionale e Teatro Stabile Biondo di Palermo, con Ennio Fantastichini.
L’atteso concerto del bicentenario con Uto Ughi invece è stato rinviato al 2 febbraio. Mentre in teatro si resta col fiato sospeso per le condizioni di salute del grande violinista, la direzione studia il modo per far sì che il concerto possa essere seguito da più gente possibile. L’idea è quella di allestire un maxischermo sotto i porti del corso per portare la maestria dei concertisti anche fuori dalle mura del teatro teatino. (a.i.)
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