Il Marrucino si è salvato e alza il sipario sulla lirica

23 Ottobre 2016

La Traviata del regista Mirabella inaugura il primo dei tre eventi in programma Ma il professore di Elisir scivola sulla frase di Saragat “destino cinico e baro”

CHIETI. «Mi rivolgo ai giornalisti che sono in sala. Volete sapere qual è la vera notizia da scrivere domani? Il Teatro Marrucino è conosciuto e apprezzato in tutta Italia e l’allestimento di questo spettacolo con artisti di fama nazionale e internazionale ne è la prova».

Michele Mirabella, laureato in Lettere e Filosofia, autore e attore di teatro, radio, cinema e televisione oltre che docente, saggista e giornalista si presenta al pubblico teatino che ieri mattina ha affollato il teatro Marrucino in veste di regista della Traviata, intensa e struggente opera lirica composta da Giuseppe Verdi. L’appuntamento, che inaugura la stagione lirica del Marrucino, in programma venerdì 28 e domenica 30 ottobre, segna anche il progetto di rilancio del teatro comunale caldeggiato dal sindaco Umberto Di Primio, dal presidente del Cda Cristiano Sicari e dal direttore amministrativo della Deputazione teatrale Cesare Di Martino. Tutti presenti alla «lezione» del professor Mirabella che ha preso per mano i presenti e li ha accompagnati in un viaggio straordinario tra musica e parole, emozioni e passioni. Sì, perché ogni atto della Traviata è intriso «d’amore e morte».

Uno spettacolo nello spettacolo quello offerto ieri da Mirabella in occasione della giornata nazionale “Teatri aperti”indetta dal ministero delle Attività culturali e dall’Associazione generale italiana dello Spettacolo, per disegnare Violetta, la protagonista dell’opera lirica, «una ragazza dall’anima candida e non una donna perduta».

Prima di calcare il palco del Marrucino e di stregare il pubblico con il “promo” forbito e ironico della “sua” Traviata il conduttore di “Elisir” si è concesso una sanguigna esternazione. «Ho atteso sei mesi prima di sapere quando sarebbero iniziate le prove dello spettacolo. E questo» ha sottolineato con fermezza «è un fatto davvero inedito che non dipende dal sindaco Di Primio, né dal presiedente del consiglio di amministrazione Sicari. È dipeso dal destino cinico e baro, come avrebbe detto De Gasperi (in realtà lo disse Saragat, ndr). Destino che si chiama amministrazione dello Stato che dirama nell’amministrazione regionale, che diramava in quella provinciale, che continua a diramare nei Comuni, che dirama fino ai poveri artisti che aspettano di sapere se metteranno in saccoccia il salario dopo lo spettacolo. Questa è una situazione indecente che non riguarda solo il teatro di Chieti, ma che riguarda la condizione della cultura e della ricerca in italia».

Il sindaco Di Primio nel suo intervento ha ricordato gli sforzi che la sua amministrazione sta compiendo per rilanciare il Teatro Marrucino «che rappresenta il fulcro della cultura teatina e non solo. Un tesoro da conservare , da curare e da tramandare alle generazioni future in ottima salute. Una missione che dovrebbe essere condivisa dai governi regionale e nazionale».

E per il bicentenario della nascita del teatro comunale Di Primio ha annunciato una celebrazione «che varcherà i confini della città».

Il sipario di «carne e sangue» come ha detto Mirabella si alzerà il 28 e il 30 ottobre alle 20,30. Protagonisti e interpreti principali dell’opera lirica in tre atti sono: Paola Santucci (Violetta), Cataldo Caputo nel ruolo di Alfredo, Valdis Jansons in quello di Giorgio Germont. L’allestimento porta la firma di Alida Cappellini e Giovanni Licheri.

A dirigere l’orchestra del Conservatorio “L. d’Annunzio”di Pescara sarà il maestro Dario Lucantoni. La regia è affidata a Michele Mirabella.

La stagione lirica del Marrucino proseguirà con “ La scuola de' gelosi” di Antonio Salieri (20 novembre) e Tosca di Giacomo Puccini (9 e 11 dicembre).