Il maxi debito fuori bilancio segnalato alla Corte dei conti

2 Agosto 2017

TORREVECCHIA TEATINA. Il Comune ha riconosciuto il debito fuori bilancio di 278mila euro da dare alla Methapower, la società che doveva realizzare un impianto di trattamento rifiuti a Torrevecchia. L’...

TORREVECCHIA TEATINA. Il Comune ha riconosciuto il debito fuori bilancio di 278mila euro da dare alla Methapower, la società che doveva realizzare un impianto di trattamento rifiuti a Torrevecchia. L’impianto, da subito molto avversato in paese, aveva avuto un primo assenso durante la passata amministrazione comunale dal sindaco Katja Baboro. Che, però, nel corso della campagna elettorale per la rielezione, ci ha ripensato e ha fatto marcia indietro. La Methapower ha fatto valere in tribunale i propri diritti e ha ottenuto un risarcimento danni, soldi che il Comune ha dovuto riconoscere come debito fuori bilancio, decidendo di pagarlo a rate (40mila euro entro 31 agosto 2017; 50mila nel 2018 e 210mila a maggio 2019).
«Davvero pazzesco rilevare la sfacciataggine del sindaco Baboro nel far pagare ai cittadini reiterati errori personali, dichiarando invece in delibera incredibilmente il contrario», ha detto il leader dell’opposizione Nando Marinucci. «Altra stramberia che si rileva inoltre è la sicurezza dei sette consiglieri comunali che hanno approvato con tacita complicità, senza alcuna dichiarazione o rilievo dei rischi che corrono. Una pagina nera, forse la più triste per la nostra recente e sciagurata storia cittadina. La deliberazione, sarà inviata alla Corte dei conti per i rilievi di competenza, ma l’opposizione farà giungere un’integrazione ulteriore ed invierà un esposto alla Procura della Repubblica per i rilievi penali di competenza».
Il sindaco Baboro si dice invece «tranquilla». Sia perché «il 23 gennaio ci sarà la causa d’appello e sono sicura che verranno riconosciute le nostre ragioni», sia perché «siamo uno dei pochi centri con un bilancio sano e possiamo pagare i primi 40mila euro senza colpo ferire. Soldi che ci verranno comunque restituiti se vinciamo l’appello». (a.i.)