Il medico: «Il verde incolto causa allergie»

14 Maggio 2023

Cavallucci, primario del Santissima Annunziata, spiega il legame tra pollini e cattiva manutenzione  

CHIETI. Il dottor Enrico Cavallucci, responsabile dell’unità operativa del dipartimento di allergologia del policlinico di Chieti, a proposito del risveglio delle allergie stagionali, avverte che «le prossime settimane saranno le peggiori per un allergico ai pollini».
Nella nostra zona, quali sono gli agenti allergenici più diffusi?
«Sicuramente il più frequente è il polline di graminacee, cioè tutte le piante della famiglia del frumento. Poi c’è il polline della parietaria: un’erba muraria tipica soprattutto dei centri abitati e a ridosso delle abitazioni vecchie. E, infine, c’è il polline di olivo, molto presente in Abruzzo per la diffusione degli oliveti».
L’erba non tagliata influisce sulle allergie?
«Sì, perché la quantità di polline è proporzionale alla quantità d’erba. In città il verde non falciato contribuisce a una concentrazione pollinica più elevata. Non è un fattore determinante, ma peggiora le condizioni di salute del paziente. La manutenzione di strade e terreni incolti è un aspetto importante per la prevenzione allergologica».
Ci sono zone da evitare?
«Gli allergici stanno meglio nella zona costiera e peggio in campagna. Influiscono le condizioni ambientali: nelle giornate ventose e soleggiate i sintomi sono più intensi».
Cosa può fare un allergico per stare meglio?
«Gli allergici devono fare terapia farmacologica tramite medico curante o uno specialista di riferimento. Se presentano una sintomatologia importante si può consigliare un vaccino».
E come funziona?
«Consiste nella somministrazione in compresse o per via sottocutanea dello stesso allergene a cui il paziente è allergico, in modo da indurre nel sistema immunitario una tolleranza di questo allergene. Il paziente come primo passo deve rivolgersi a uno specialista che, in base alla gravità dei sintomi, deciderà la terapia giusta, farmacologica o vaccinica».
E dopo il vaccino il paziente sta meglio?
«Dall'allergia sicuramente non si guarisce, ma i sintomi si possono controllare e si ha una qualità della vita sufficientemente normale». (e.g.)
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