«Il mercato coperto resti in mani pubbliche»
Nel contenzioso tra Comune e gestore privato un’associazione chiede l’affidamento ai produttori
LANCIANO. «Il mercato coperto è il bene comune per antonomasia e ne va riconquistata e mantenuta la gestione pubblica». Interviene anche l’associazione Mercato Scoperto nel dibattito sul futuro della struttura di piazza Garibaldi.
Tra Comune e gestore privato è in atto un contenzioso che sarà discusso dal Tar il prossimo 22 febbraio. Il Comune, guidato dal sindaco Mario Pupillo, ha revocato la convenzione con il privato, che sarebbe dovuta scadere nel 2025 (il gestore ha presentato ricorso contro questa decisione), e vorrebbe rimetterla a bando per affidarla in cogestione ad associazioni di categoria del agroalimentare o agli stessi coltivatori, magari organizzati in cooperativa. «A noi coltivatori del Mercato Scoperto piace l’idea dell’affidamento diretto ai produttori», precisa il sodalizio promotore di un mercato all'aperto con i prodotti delle terra frentana, «insieme a molte altre realtà e associazioni abbiamo collaborato con il Comune alla stesura di un regolamento sui beni comuni, approvato in consiglio comunale lo scorso dicembre, e da due anni abbiamo aperto un confronto con tante associazioni del nostro territorio e stiamo lavorando ad un percorso articolato che garantisca da un lato il ritorno alle origini per il mercato cittadino e dall’altro la commistione con attività e percorsi di associazioni virtuose del nostro territorio, in modo che la comunità possa tornare a fruire appieno di questo spazio in tutto l’arco della giornata. Siamo coscienti dei gravosi costi di gestione per una struttura di cubatura elevata e per ciò stiamo studiando la possibilità della stesura di un progetto sull’efficientamento energetico, capace di intercettare fondi europei e regionali atti a coprire queste spese», sottolinea l’associazione che chiede l’inserimento del mercato coperto all’interno del regolamento sui beni comuni. «Questo si basa sui patti di collaborazione tra cittadini e pubblica amministrazione», sottolinea il Mercato Scoperto, «è la strada che vogliamo percorrere, ragionando anche sulla nascita di una cooperativa di comunità, capace di gestire la struttura di piazza Garibaldi dal basso». (s.so.)
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