Il ministero: sull’ospedale non c’è alcuna modifica

Atessa, spunta un atto del dicastero della Salute sul futuro del San Camillo «La Regione non ha chiesto la trasformazione in presidio di area disagiata»
ATESSA. C’è un atto del ministero della Salute (direzione generale della Programmazione sanitaria), datato 10 novembre, che sulla riconversione del San Camillo rimanda la palla alla Regione. Il documento, in nostro possesso, fa riferimento alla richiesta, lo scorso 3 agosto, da parte del Comune di Atessa, di un incontro con il ministro della Salute «al fine di proporre una modifica del provvedimento di riordino della rete ospedaliera della Regione Abruzzo adottato con il decreto del commissario ad acta n. 79 del 2016, concernente in particolare la riconversione del presidio ospedaliero di Atessa da ospedale di comunità ad ospedale di zona disagiata». Nel documento poi si dice che: «Si rappresenta che la Regione, che ha piena autonomia nella definizione della propria rete ospedaliera nel rispetto dei parametri previsti dal decreto ministeriale n. 70 del 2015, non ha presentato a questo dicastero una richiesta di modifica del riordino della rete ospedaliera adottato nel 2016». Lo scorso 6 novembre, nel consiglio comunale straordinario sull’ospedale, al quale hanno partecipato Luciano D’Alfonso e Silvio Paolucci, si è affermato che Regione e Comune avrebbero camminato fianco a fianco affinché la proposta di trasformare il San Camillo in “ospedale di zona disagiata” fosse accettata a Roma. Il giorno dopo la giunta regionale ha deliberato che nella fase attuale di dialogo e proposta, con i ministeri della Sanità e dell’Economia, la Asl interrompesse quei provvedimenti amministrativi di “razionalizzazione” sulla riconversione in atto del San Camillo. Tutto questo non è bastato considerato che, nella nota del Ministero, si rimandano tutte le decisioni alla Regione: «In assenza di alcuna richiesta della Regione Abruzzo che illustri eventuali elementi sopravvenuti che rendano necessaria una riclassificazione del presidio in oggetto, si rappresenta che, ad oggi, la rete ospedaliera abruzzese, approvata dal tavolo di monitoraggio del Dm 70/15 a seguito delle competenti valutazioni del ministero della Salute e del ministero dell’Economia e delle finanze, risulta coerente con gli standard previsti dalle vigente normativa in materia». Sono stati i consiglieri regionali del M5S, Sara Marcozzi e Domenico Pettinari, a mettere in guardia sulla questione bollando la delibera della giunta regionale come «uno spot» e aggiungendo: «L’ospedale di Atessa è stato depotenziato attraverso i decreti n. 79 e n. 55 del 2016, relativi al riordino della rete ospedaliera abruzzese, emessi dall’allora commissario ad acta Luciano D’Alfonso. L’unico modo di rendere nulli quegli atti è quello di approvare una legge regionale che vada a modificare i decreti nei punti in cui si riferiscono all’ospedale di Atessa».
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