Il ministro ai giovani: credete in voi stessi, dobbiamo ripartire

20 Ottobre 2021

Dadone incontra gli studenti: «Puntate su educazione, formazione e lavoro». L’abbraccio all’amico volontario

CHIETI. «Educazione, formazione, lavoro: trinomio scontato, salvo scoprire che poi così non è». Il ministro delle politiche giovanili Fabiana Dadone, Movimento 5 Stelle, inizia così il suo intervento sul palco del teatro Marrucino nella giornata voluta dall’amministrazione sulle problematiche dei giovani, partendo dalla difficoltà del lavoro fino ad arrivare ai nuovi fenomeni della povertà giovanile. Per l’amministrazione del sindaco Diego Ferrara si tratta del primo ministro ospitato in città. Il ministro – 37 anni, laurea in giurisprudenza e immancabile tacco a spillo, diventato ormai un suo cliché dopo le polemiche della scorsa primavera – doveva rimanere tutta la giornata, ma è stata costretta a saltare la sessione pomeridiana all’università d’Annunzio a causa di impegni istituzionali imprevisti. È stata presente, invece, alla sessione mattutina al teatro Marrucino di fronte a un pubblico di studenti delle scuole superiori, intitolata “Educazione, formazione, lavoro”. Nel pomeriggio, nell’auditorium del rettorato di fronte a una platea di studenti universitari, si è parlato invece di “Nuove povertà giovanili”. Nella mente degli organizzatori c’è un filo rosso tra la prima parte e la seconda: educazione, formazione e lavoro sono tre mondi che comunicano troppo poco tra loro e proprio questa difficoltà porta alla nascita di un fenomeno abbastanza nuovo come quello della povertà giovanile.
MINISTRO E VOLONTARIATO L’idea di una giornata con il ministro delle politiche giovanili è stata del responsabile della Capanna di Betlemme Luca Fortunato, amico personale della Dadone. I due si sono conosciuti a Torino dove Fortunato per 7 anni ha gestito un centro di accoglienza simile a quello teatino e sempre attinente alla Comunità Papa Giovanni XXIII. Dadone è stata per due anni volontaria nella struttura. Lei stessa, parlando ai ragazzi, ha ricordato l’importanza dei suoi anni di volontariato. Nella visita teatina non è mancata, infatti, la tappa alla Capanna di Betlemme: «Ci sono persone straordinarie in Italia, oggi sono venuta ad incontrarne molte qui alla capanna di Betlemme. Luca», ha detto il ministro rivolgendosi a Fortunato, «è sicuramente una di queste e ha cambiato la mia vita per sempre tanti anni fa».
INCONTRO AL MARRUCINO Al Marrucino ha aperto il convegno il sindaco Ferrara, che ha portato i saluti di rito ma anche la propria esperienza di persona che ha iniziato a lavorare quando non era così difficile trovare un lavoro. Hanno poi parlato gli organizzatori dell’incontro, vale a dire gli assessori alle politiche giovanili e alle politiche sociali Manuel Pantalone e Mara Maretti facendo capire ai ragazzi che il Comune ha voluto organizzare quel momento per manifestare una disponibilità all’ascolto delle problematiche dei giovani e assicurando che si tratta solo dell’inizio di un percorso. Hanno preso la parola anche Valentina D’Angelo, dell’Informagiovani del Comune, e Daniele Giangiulli, direttore di Confartigianato, che ha parlato del paradosso delle aziende che non riescono a trovare personale da assumere, anche in piena pandemia.
I GIOVANI E LA PANDEMIA Sulla pandemia si è soffermata anche Dadone: «La pandemia ha fatto sentire i giovani soli e isolati», ha detto, «e li ha sottoposti a un grandissimo sforzo, anche perché hanno dovuto seguire la didattica da remoto, ma anche seguire l'attività dei genitori. Siamo riusciti a stanziare un fondo di 35 milioni di euro per il disagio giovanile, che intendiamo far scendere a terra con la creazione di spazi rivolti allo sport sia come benessere sia come attività ludica che li porti a restare insieme, a creare arte, spettacolo, luoghi in cui confrontarsi e condividere anche quello che hanno provato, ma che poi restino nel tempo come una sorta di oratori laici». L’incontro si è chiuso con i ragazzi che hanno fatto domande al ministro.
LE DOMANDE DELL’ATENEO Anche gli studenti universitari hanno preparato delle domande che saranno inviate alla ministra. Il tema delle povertà giovanile è stato invece discusso all’università con i docenti Michele Cascavilla e Andrea Lombardinilo tra dati e prospettive europee, anche con il coinvolgimento dell’Europe Direct.