Il ministro Orlando: scegliete Travaglini, in gioco c’è il futuro

4 Giugno 2022

Il responsabile del lavoro incontra anche tre sindacalisti Il candidato sindaco: fare squadra per far crescere la città

SAN SALVO. «Ci sono tutte le condizioni perché a San Salvo possa esserci un cambio, affinché si possa lavorare insieme per la difesa del tessuto produttivo e sociale». Dal palco allestito in piazza Papa Giovanni XXIII, il ministro Andrea Orlando tira la volata al candidato sindaco della coalizione di centrosinistra allargata, Fabio Travaglini, e invita i cittadini a dare la giusta importanza alle elezioni amministrative del 12 giugno. Lo fa alternando temi più legati al suo dicastero (lavoro, formazione e politiche sociali), con quelli più prettamente elettorali.
«Non vi dirò perché votare Fabio è una occasione, ma perché non deve essere votata la destra», dice il ministro, «se avessimo ascoltato i loro esponenti che sono andati dietro ai No Vax oggi saremmo nei guai. Basti dire che Lega e Fratelli d’Italia in Parlamento hanno votato contro il Pnrr, cioè contro il principale strumento con cui l’Italia può rialzarsi dopo la pandemia».
Orlando ha rimarcato più volte il ruolo svolto dagli amministratori locali. «Un sindaco può essere un semplice amministratore di condominio, oppure il punto di riferimento di una comunità», insiste Orlando, «un sindaco può essere bravo, ma se è di sinistra può fare la differenza. Per questo le elezioni amministrative sono importanti: quando si sceglie un sindaco si sceglie il futuro. La partita che dobbiamo giocare è il futuro per dare una prospettiva alla comunità».
Travaglini, che ha parlato prima del ministro, ha ricordato lo sviluppo che il territorio di San Salvo ha avuto dopo l’insediamento della Siv (oggi Pilkington) e della Magneti Marelli (oggi Denso), sottolineando come negli ultimi dieci anni «si è persa la strada dello sviluppo, ma ora stiamo cercando di fare squadra per tornare a crescere». Il candidato sindaco ha parlato del suo programma «ambizioso» e dei punti che riguardano il lavoro, aggiungendo che «dobbiamo ricominciare a parlare di welfare, rivedendo le politiche sociali di questa città in un’ottica di co-progettazione europea con il terzo settore». Sul palco anche tre sindacalisti – Enzo Toma della Cisl, Giuliano Vespasiano della Uil e Fabiano Roberti della Cgil – che al ministro Orlando hanno posto una serie di domande sul lavoro e sulla formazione.
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