Il ministro: più fondi agli enti locali

24 Novembre 2019

La promessa di Provenzano che ha incontrato in Provincia i consiglieri regionali del centrosinistra

CHIETI. «È un’Italia in croce, in cui alla frattura storica tra nord e sud se ne aggiunge un’altra, segnata dorsale appenninica. E l’Abruzzo, da questo punto di vista, si pone come regione-crocevia». Il ministro per la coesione territoriale e per il Sud, Giuseppe Provenzano, traccia in questo modo ruolo e posizione della regione nel corso del primo dei tre incontri di ieri in Abruzzo. Il tour abruzzese del ministro è partito da Chieti, dove ha incontrato gli amministratori regionali, per poi far tappa a Pescara e infine a Celano. Provenzano ha promesso di rilanciare gli investimenti e velocizzare gli interventi a sostegno dello sviluppo, toccando i temi dello spopolamento delle aree interne, delle infrastrutture e della Zes, la zona economica speciale, oggetto dell’incontro di Celano.
DIALOGO COL TERRITORIO. Dimostrando volontà di ascoltare il territorio, il ministro ha incontrato gli amministratori regionali Pd in Provincia. Hanno preso la parola, nell’ordine, il segretario regionale Pd Michele Fina, il capogruppo al Comune Chiara Zappalorto, il segretario provinciale Gianni Cordisco, il senatore Luciano D’Alfonso, il consigliere regionale Silvio Paolucci, i sindaci di Casoli (Massimo Tiberini), Roccaraso (Francesco Di Donato), Pineto (Robert Verrocchio), Guardiagrele (Simone Dal Pozzo), Arsita (Catiuscia Cacciatore) e Paglieta (Ernesto Graziani), il consigliere comunale di Mosciano Mirko Rossi e Giovanni Lolli. L’ultimo intervento prima di quello del ministro è stato di Giovanni Legnini.
SUBITO LA ZES. «La Zes si deve approvare subito, così com’è o con aggiustamenti, ma bisogna approvarla, perché altrimenti si rischia di accumulare uno svantaggio competitivo, un punto di arresto che non ci possiamo permettere». Il richiamo è arrivato dal consigliere regionale Legnini e il ministro lo ha raccolto appieno: «Nel 2020 dobbiamo far partire tutte le Zes», ha detto Provenzano, accennando anche alla nomina di un commissario per «accelerare il più possibile» la procedura. Nonostante il fatto che, ha sottolineato, la Zes abruzzese sia molto complicata perché dipende dall’autorità portuale di Ancona. Per questo Roma ha chiesto ulteriori approfondimenti. Legnini ha anche chiesto di non sovrapporre i temi della portualità a quelli dei corridoi. «Commette un errore», ha detto, «chi antepone le scelte di governance sui porti all’approvazione della Zes e alla definizione dei corridoi».
VIABILITÁ E ZONE INTERNE. Dai sindaci è arrivato l’appello a potenziare le infrastrutture viarie. Sia per sostenere l’industria, come ha sottolineato Graziani di Paglieta; sia per evitare l’isolamento delle aree interne gravate da una viabilità «quasi impercorribile», come ha detto Dal Pozzo di Guardiagrele; sia per rilanciare il turismo, su cui ha insistito Di Donato di Roccaraso. Tiberini, che oltre a essere sindaco di Casoli è anche consigliere provinciale, ha ricordato il problema dei 1.600 chilometri di strade provinciali per le quali la Provincia non ha fondi a sufficienza. D’Alfonso, invece, ha chiesto di sbloccare il miliardo e mezzo previsto per la tratta ferroviaria Pescara-Roma e i 100 milioni per i porti abruzzesi. Il ministro ha risposto promettendo un rilancio degli investimenti.
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