Il ministro “riapre” i Nidi Da lunedì il caso si risolve

Costa a Chieti per inaugurare la scuola materna a prova di sisma del Tricalle Dopo la festa Di Primio risolve la situazione imbarazzante dei quattro asili in tilt
CHIETI. Neanche a farlo apposta, in seguito alle vicissitudini sui disservizi degli asili comunali, ieri è stata inaugurata la scuola materna del Tricalle in via Dei Frentani, dopo i lavori di adeguamento sismico. E per l’occasione si catapulta a Chieti persino il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie del governo con delega alla famiglia Enrico Costa. Sta di fatto che per il sindaco Umberto Di Primio anche gli asili nido rappresentano una priorità, servizi fondamentali per le famiglie e per chi dalla tenera età «inizia un lungo cammino nel mondo della scuola». Chissà cosa ne pensano le mamme e i papà dei 4 nidi comunali che hanno visto slittare le date degli inserimenti dei propri figli ammessi quest’anno in graduatoria, senza essere avvisati in tempi congrui. Chissà poi cosa diranno i genitori dei piccoli già inseriti, che non vedono garantito loro il tempo pieno nelle scuole coinvolte. E sarà pure un caso, evento piacevolmente fortuito, che proprio nelle ultime ore da palazzo D’Achille spunti la notizia che gli inserimenti per i nuovi piccoli arrivi nei nidi ci sarà lunedì prossimo. Buone notizie, dunque. Ma prima di raccontare il cerimoniale d’inaugurazione riportiamo le dichiarazioni a margine del sindaco, sul caso asili. Non c’era occasione migliore per fargli qualche domanda: «Lo slittamento delle date d’inserimento è stato causato da problemi di organizzazione economica. Al Comune mancano le risorse necessarie, purtroppo: con le rette che le famiglie pagano non riusciamo a coprire il costo dei servizi. Sono cifre importanti». Insomma, che ci fosse qualche problema economico e non solo di natura “tecnico-organizzativa” come ha dichiarato l’assessore Giuseppe Giampietro, è un fatto palese. Ne sanno evidentemente qualcosa anche gli organici. Ma ieri è stata una giornata splendente. Per un momento la tenerezza dei bambini dell’istituto fa svanire il malumore: hanno intonato l’inno d’Italia con l’ausilio del maestro Fabio D’Orazio, dopo il taglio del nastro del sindaco insieme al ministro e al prefetto Antonio Corona. Tra gli altri il nuovo parroco di San Francesco Caracciolo don Michele Panissa che ha benedetto la struttura, gli assessori Giampietro e Raffaele Di Felice, il presidente del consiglio comunale Liberato Aceto, i consiglieri Mario De Lio e Maura Micomonaco, l’imprenditore Angelo De Cesare, che ha curato parte dei lavori e il figlio Paolo, consigliere d’amministrazione del teatro Marrucino. Non poteva mancare la direttrice dell’istituto Giovanna Santini, che pone delle domande ai rappresentanti del governo: «Dobbiamo capire che la struttura della famiglia sta cambiando e che non ci sono più percorsi certi nella vita delle nuove generazioni. Sta mutando l’assetto sociale. Ora le famiglie ci chiedono aiuto, abbiamo bisogno di risorse. Dunque, quali impegni si assume il governo a favore della scuola?» La risposta del ministro è concreta: «Le famiglie sono i nuclei costitutivi della società» dice «dobbiamo aiutarle. Eliminare il gap che esiste fra desiderio di fare figli e la realtà dei fatti». E poi le proposte: «Diamo un premio alla nascita per le prime spese e per le giovani coppie, utilizziamo lo strumento del voucher per gli asili nido e instauriamo un bonus bebè. Queste le iniziative che ho messo in campo». Infine Di Primio, che ricorda gli sgravi fiscali che il Comune ha introdotto per agevolare famiglie e lavoratori in difficoltà... aspettando i Nidi.

