«Il mio risarcimento lo do ai cani»

22 Gennaio 2015

Una delle sette donne che lo accusano: ringrazio un poliziotto, sono felice

CHIETI. Elvea Pesce è una delle donne che hanno accusato D’Agostino. Ora che il processo è finito decide di dire nome e cognome e di mostrarsi in volto davanti a telecamere e macchinette fotografiche. Ha avuto dall’ex assessore 4 mila euro per i danni morali subìti. Ma la donna esordisce: «L’unico mio risarcimento è la condanna di D’Agostino che non potrà più fare il politico o entrare in Comune». Cita quindi il sindaco, Umberto Di Primio, affermando che avrebbe giustificato D’Agostino e poi ringrazia i propri avvocati di parte civile: «Perché mi hanno creduto». Ma un grazie particolare, Elvea, lo riserva: «Soprattutto a un poliziotto della questura di Chieti che prima di ogni altro ha creduto in quello che dicevo e mi ha accompagnato in ufficio dove, davanti ai suoi colleghi, ho potuto presentare la mia denuncia contro l’ex assessore». Questa donna si era già sfogata in pubblico raccontando in Tv, a Quinta Colonna, di quella volta che D’Agostino l’avrebbe invitata a cena. Ma in trasmissione, durante l’intervista nello studio del legale Enrico Raimondi, aveva chiesto di oscurare il suo volto. Che ora invece mostra mentre afferma: «Sono felice. Ho avuto quattromila euro ma darò il mio risarcimento in beneficenza... ai cani», dice mentre si allontana dal palazzo di giustizia. C’è ancora il tempo per farle l’ultima domanda: secondo lei è solo un caso di debolezza umana come l’ha definita il difensore dell’ex assessore? «Poverino, debolezza con moglie e figli! Ma con me D’Agostino non ha potuto fare il furbo perché io sono una donna forte», e si allontana verso piazza San Giustino. (l.c.)