Il multipiano torna in tribunale: Lanciano Park vuole tre milioni

La società che ha realizzato il project financing fa di nuovo causa al Comune per risolvere il contratto Il sindaco Paolini: «Già due sentenze favorevoli a noi e loro hanno rifiutato tutte le nostre proposte»
LANCIANO . La Lanciano Park, società che ha realizzato in project financing e gestisce il parcheggio multipiano in via Milano, porta in tribunale il Comune di Lanciano per ottenere il recesso dal contratto di gestione dei 266 posti del multipiano e i 3.047.458 euro spesi per la sua realizzazione. All’udienza, fissata per il 2 dicembre, a rappresentare il Comune saranno gli avvocati dell’ente Antonella Fantini, Emanuele Laudadio e Marcella Marino, mentre per la Lanciano Park gli avvocati Carolina D’Antuono e Roberto Milia. Un nuovo contenzioso dunque tra Lanciano Park e Comune dopo quelli degli anni scorsi, avviati sempre dalla società che ha realizzato e gestisce un multipiano che, entrato in funzione nel gennaio 2014 dopo quattro anni di lavori forte di due primati – essere il primo parcheggio multipiano e interrato della città e la prima opera d’Abruzzo realizzata in project financing – non è mai decollato. Anche in parte per responsabilità del Comune, secondo la Lanciano Park.
LANCIANO PARK
«Ci siamo rivolti al tribunale convenzione alla mano», spiega Isaia Di Carlo, legale rappresentante della Lanciano Park. «Abbiamo chiesto al Comune la revisione del Piano economico finanziario (Pef) per un riequilibrio delle spese, lo abbiamo anche fatto calcolare a una società esterna che ha pure evidenziato delle anomalie sulla convenzione, però il Comune non l’ha accolto. Il Pef va fatto ogni tre anni, andava rivisto anche alla luce del Covid ma l’ente non l’ha fatto. Sempre in base alla convezione, se le due parti non sono d’accordo sul Pef si può chiedere la risoluzione del contratto e noi l’abbiamo fatto. Non chiediamo infatti ad esempio i danni, semplicemente il Comune deve pagare il valore, le spese di costruzione sostenute per il parcheggio, sopra i tre milioni, che resta poi un’opera pubblica alla scadenza della convezione». Un’applicazione contrattuale per la Lanciano Park quindi, che si dice aperta comunque ad eventuali transazioni. «Ovviamente il bene va pagato», precisa Di Carlo, «e ci devono essere accordi chiari non semplici “chiacchierate” come fatto con il presidente dell’Anxam, indicatomi dal Comune, che si diceva pronto a rilevare la gestione ma senza un adeguato pagamento».
IL COMUNE
«Andremo a giudizio a dicembre», dice il sindaco Filippo Paolini, «un nuovo contenzioso civile dopo i due fatti già in passato con due sentenze definitive a favore del Comune. Certo, non si può mai sapere se si trovano cavilli nuovi, ma credo che l’ente abbia ben operato e rispettato la convenzione. Sappiamo che hanno difficoltà a rientrare con i costi rispetto al piano finanziario che però avevano calcolato loro. Da parte nostra l’impegno per trovare delle soluzioni c’è stato: abbiamo ipotizzato di allungare il bando di concessione che scade nel 2040 ma non è stato accettato, poi la proposta di una gestione dei 266 posti dell’Anxam che già gestisce i parcheggi a pagamento a Lanciano, ma la cifra chiesta è stata enorme. Da parte nostra la risoluzione, il recesso del contratto va bene, gratis o versando una cifra adeguata, ma non di certo tre milioni». Sarà quindi il giudice del tribunale di Lanciano, a meno di accordi in extremis, ad accertare la legittimità del recesso dal contratto della Lanciano Park e, per l’effetto, condannare il Comune al versamento dell’indennità contrattualmente dovuta pari a 3.047.458 euro alla data del 31 dicembre 2023 oltre interessi e rivalutazione monetaria, oppure no.
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