Il “Nero Antico” riconosciuto con decreto Il vitigno iscritto nel registro nazionale delle varietà e dei cloni di vite, esulta il sindaco di Gessopalena

GESSOPALENA. Con decreto del 26 ottobre 2023, il ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha iscritto il "Nero Antico", vitigno autoctono di Gessopalena, nel registro nazionale delle...
GESSOPALENA. Con decreto del 26 ottobre 2023, il ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha iscritto il "Nero Antico", vitigno autoctono di Gessopalena, nel registro nazionale delle varietà e dei cloni di vite. Dopo il Montepulciano, il Nero Antico è il secondo vitigno a bacca nera dell'Abruzzo. «È un risultato storico per la nostra comunità, il punto di arrivo di un percorso avviato nel lontano 2003, ripreso nel 2018 e concretizzato dalla nostra amministrazione», afferma il sindaco di Gessopalena Mario Zulli, che aggiunge: «Un traguardo importante per il territorio, per la nostra Regione, inseguito con determinazione, che segna l'avvio di una nuova fase di sviluppo per Gessopalena e per le zone interne dell'Aventino. Un successo conseguito grazie al lavoro di squadra condotto dalla Regione, dal Comune, dalle Università di Teramo e Perugia, dagli agricoltori e dalla Bio Cantina Orsogna».
Il Nero Antico era totalmente sconosciuto e non riconducibile ad alcun tipo di uva presente in Italia. Gli acini risultano di media grandezza, con buccia spessa per cui i grappoli, oltre che per la vinificazione, venivano conservati appesi al soffitto all’interno delle abitazioni per essere consumati durante le festività natalizie. Questo utilizzo è favorito anche dal fatto che si tratta di un’uva a maturazione tardiva: ottobre inoltrato nelle aree di coltivazione classica.
L’idea del recupero di questo vitigno nasce nel 2003 a seguito di un’intuizione della famiglia Bozzi, originaria di Gessopalena, la quale è stata in grado di preservare il vitigno per più di un secolo nel piccolo vigneto familiare. Tra il 2018 e il 2020 l’amministrazione comunale inizia un vero e proprio percorso di recupero e valorizzazione Dopo la prima micro-vinificazione del 2020, realizzata nell’Istituto tecnico agrario di Todi con una quantità di uve limitata, nel 2021 i quattro vigneti del progetto hanno prodotto in totale circa 350 chili di uve, in seguito ci sono stati nuovi impianti, cresce la produzione, c’è qualità. I vini prodotti da questo vitigno hanno dimostrato di possedere peculiarità molto apprezzate dai consumatori: moderata alcolicità, freschezza, gradevole complessità aromatica, colore vivace e caratteristico. «Quello che per noi era un sogno, per altri un’utopia», conclude il sindaco Zulli, «è oggi una concreta realtà a disposizione di tutto il territorio». (m.d.n.)
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