Il nido che insegna musica ai bambini da 0 a tre anni

27 Gennaio 2019

CASTEL FRENTANO. Insegnare ai bambini da 0 a 3 anni la musica e il canto: questa è la scommessa che l’asilo nido Pilù sta facendo. “Musica in fasce”, si chiama il progetto ed è il primo che si attua...

CASTEL FRENTANO. Insegnare ai bambini da 0 a 3 anni la musica e il canto: questa è la scommessa che l’asilo nido Pilù sta facendo. “Musica in fasce”, si chiama il progetto ed è il primo che si attua nell’area frentana. «L’insegnante», afferma Antonella Bomba, titolare di Pilù, «attraverso il gioco, senso motorio e poi simbolico “canta” per il bambino invitandolo a scoprire la propria voce cantata e a muoversi con movenze libere e spontanee e, così facendo, butta le basi per la musica e la musicalità».
Le lezioni di musica, una volta alla settimana, sono tenute da Stefano Di Matteo, insegnante Aigam. Pilú, la sede è a San Rocco, nasce a ottobre. È aperti dalle 7,30 alle 18 dal lunedì al venerdì con possibilità della frequenza anche al sabato mattina. «Tra le novità», dice Bomba, «stiamo proponendo l’apertura serale dalle 19,30 alle 22,30 per ora in via sperimentale una volta al mese, ma è una iniziativa che è molto piaciuta e che verrà sempre più proposta da noi».
Musica in fasce, più conosciuta come “music learning theory”, è una teoria ideata dall’americano Edwin E. Gordon, fondata su oltre 50 anni di ricerche ed osservazioni. In Italia è insegnata e divulgata, come unica associazione autorizzata, dall’Aigam (Associazione italiana Gordon per l’apprendimento musicale) che, attraverso insegnanti associati, svolge corsi di musicainfasce® (0 - 36 mesi), sviluppomusicalità® (3 - 5 anni) e alfabeto della musica® (6 - 9 anni). Descrive la modalità di apprendimento musicale del bambino a partire dall’età neonatale e si fonda sul presupposto che la musica si possa apprendere secondo processi analoghi a quelli con cui si apprende il linguaggio. Un insegnante Aigam utilizza soltanto la voce perché gli strumenti musicali possono distrarre durante le attività. Cerca di sviluppare nel bambino “l’audiation” cioè la capacità di sentire nella propria mente un suono che non è più presente oppure non lo è mai stato. L’audiation sta alla musica come il pensiero alla parola. Quando il bambino arriverà alla scuola primaria sarà pronto per codificare ciò che ha imparato mettendolo sullo spartito e imparando a suonare uno strumento.
Matteo Del Nobile
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