Il nido di Santa Rita non chiude Salvi venti posti

Trovati fondi del Miur per coprire la spesa di 80mila euro Verna: vogliamo offrire un servizio migliore anche col cibo
LANCIANO. Sono salvi i 20 posti a rischio nell’asilo nido comunale l’Arcobaleno nel quartiere Santa Rita. Nel bilancio di previsione approvato nei giorni scorsi, si era creata una “falla” di 80mila euro che sarebbero dovuti servire a coprire per intero la quota di 80 posti disponibili nei due asili nido comunali della città, quello di Santa Rita, appunto, e il Sorriso di Marcianese, per 40 posti ciascuno. La carenza di fondi aveva portato a prevedere l’ipotesi di limitare le iscrizioni nella struttura di Santa Rita, con conseguente disagio per le famiglie.
L’assessore alla Pubblica istruzione Giacinto Verna si era tuttavia subito affrettato ad assicurare che nel corso dell’anno le somme necessarie sarebbero state trovate, così come accaduto anche lo scorso anno. L’impegno è stato mantenuto. Gli uffici comunali sono riusciti ad intercettare un fondo del Miur in attuazione della legge sulla Buona Scuola che ha previsto una linea d’azione per il consolidamento dei poli scolastici destinati all’infanzia. Il finanziamento riguarda i nidi d’infanzia pubblici e privati e le sezioni primavera dei comprensivi scolastici e in totale mette a disposizione degli enti d’ambito 96mila euro. Una cifra che riesce a far “rifiatare” le casse comunali e a coprire tutti i posti attualmente a disposizione dopo la chiusura dell’altro nido comunale, la Campanella di viale Marconi, per gravi problemi strutturali. «Voglio rassicurare i genitori e le educatrici», precisa l’assessore Verna, «che nel nido l’Arcobaleno i posti disponibili per i nostri bimbi sono e restano 40. Sarebbe un controsenso ridimensionare i nostri nidi quando la normativa prevede il sistema integrato 0/6 anni con la formazione di veri e propri poli dell’infanzia». Il bando per le iscrizioni sarà pubblicato nella seconda metà di giugno. E sui nidi comunali e le scuole primarie in generale lo sforzo dell’amministrazione arriva anche dal punto di vista delle mense scolastiche. Oltre alla rideterminazione delle tariffe si cerca di ottimizzare l’offerta alle famiglie anche attraverso il cibo offerto. «Per i nidi d’infanzia abbiamo già la copertura quasi totale (lo diventa per i lattanti, ndc) di cibo biologico», precisa Verna, «nelle scuole d’infanzia e primarie facciamo uso per il 25-30% dei prodotti di cibi biologici o a chilometro zero. L’obiettivo è aumentare questa percentuale. Proprio per quanto riguarda i nidi invece vogliamo accedere ad un programma europeo e del ministero delle Politiche agrarie che concede delle premialità e dei marchi di qualità a quelle strutture che utilizzano prodotti certificati biologici nelle mense: sappiamo che rientriamo appieno nei requisiti richiesti, quindi l’offerta sarà ancora migliore».

