Il no ai rifiuti raccoglie duemila adesioni

20 Maggio 2018

Massiccia partecipazione al sit-in aperto da 40 sindaci. Lolli: la Regione si batterà perché i due progetti non si realizzino

ATESSA. «La Regione si batterà con tutti gli strumenti legali affinché questi due progetti non si realizzino». È stato deciso Giovanni Lolli, vicepresidente della giunta regionale, a conclusione della manifestazione “No Ciaf No Di Nizio-Salviamo la Val di Sangro” che si è svolta ieri mattina. Una manifestazione partecipata . la polizia ha calcolato 2mila presenze circa - che ha visto donne e uomini di un ampio territorio decisi a scegliere il proprio futuro. Il corteo si è snodato da Saletti, in via Lecce, dove dovrebbe sorgere l’impianto di smaltimento dei rifiuti ospedalieri della Di Nizio, e si è concluso in piazza Abruzzo, dove la Ecoeridania vuole riaprire la Ciaf. Ad effetto il colpo d’occhio del corteo: quaranta sindaci di un territorio dal mare alla montagna, associazioni culturali, ambientaliste, sportive e religiose; scuole - ed è questa una buona speranza - partiti, sindacati, famiglie.
La manifestazione è stata organizzata dall’amministrazione comunale di Atessa, Legambiente, Wwf, Noimessidaparte, Libera, Cai Atessa, Nuovo Senso Civico, Coordinamento dei sindaci per la salvaguardia e valorizzazione del territorio. Erano presenti, oltre a Lolli: Mario Mazzocca, assessore regionale all’ambiente ed ecologia; Mauro Febbo, presidente della commissione vigilanza; Mario Pupillo, sindaco di Lanciano e presidente della Provincia; Antonio Innaurato, consigliere regionale Pd; Pietro Smargiassi, consigliere regionale M5S.
Perché tutte queste persone sono scese in strada? Intenzionata all’acquisto della Ciaf è la Ecoeridania spa, di Arenzano (Genova), che si occupa di raccolta, stoccaggio provvisorio e smaltimento di rifiuti speciali pericolosi di strutture sanitarie. La capacità di trattamento dell’impianto è di circa 200.000 t/annue, di cui circa 50.000 di reflui chimico-fisici (fanghi provenienti da industrie chimiche). Per la Di Nizio, si tratta di un progetto per un impianto di trattamento di rifiuti sanitari a rischio infettivo mediante sterilizzazione, ha una potenzialità di trattamento di 20.000 ton/anno, al quale sarà associato un deposito di rifiuti, non pericolosi e pericolosi, provenienti da terzi.
L’ambiente in Val di Sangro (sarebbe utile e improcrastinabile, uno studio attento e scientifico) è già a limite: basti pensare che per i PM10, particelle microscopiche di particolato che sono in grado di raggiungere gli alveoli polmonari, il livello massimo nell'aria è fissato a 50 microgrammi e, nel 2018, in Val di Sangro questo limite è stato sfiorato già 6 volte. «La Val di Sangro non può diventare la "valle dei rifiuti pericolosi» ha detto il sindaco di Atessa, Giulio Borrelli, «i signori che vogliono portare avanti i due progetti devono capire qual è la volontà politica e sociale di tutto un territorio».
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