«Il no all’elettrodotto battaglia dei cittadini»

I comitati contrari all’impianto: con la loro forza sono diventati più potenti delle istituzioni
PAGLIETA. «La Regione lascia soli sindaci e abitanti ai loro problemi»: è l’accusa lanciata alla Regione dal coordinamento dei comitati contro il nuovo elettrodotto Villanova-Gissi. Venerdì scorso a Paglieta in sedici terreni la società Terna non ha potuto compiere l’“immissione di possesso” per il rifiuto dei proprietari di concedere la servitù di passaggio. Per sedici volte il tutto si è tradotto in un colloquio di pochi secondi con il tecnico di Terna che chiede di poter entrare, il proprietario che risponde “no” e Terna deve limitarsi a registrare il diniego e andare via. Il tutto alla presenza di decine di rappresentanti delle forze dell’ordine, cittadini e il sindaco di Paglieta Nicola Scaricaciottoli.
«In tutta la vicenda spicca la totale assenza della Regione che sta abbandonando i cittadini a loro stessi», afferma in una nota il coordinamento dei comitati contro il nuovo elettrodotto Villanova-Gissi. A quanto pare con le loro forze i cittadini si stanno rivelando più efficaci dei massimi rappresentanti istituzionali regionali e delle loro parole. «Su questi argomenti», dicono al Comitato, «torneremo a breve con documenti e atti che illustrano cosa sta facendo e cosa non sta facendo la Regione, a partire dal suo presidente e dal suo assessore. Spiace dover costatare che il diritto dei proprietari di opporsi con un semplice “no” ai funzionari di Terna di fatto sia stato riconosciuto solo dopo quanto accaduto lo scorso 8 luglio a Sant’Onofrio di Lanciano (scontri tra cittadini e tecnici incaricati da Terna, ndc). C’è voluta quella giornata per chiarire che gli incaricati di Terna devono andare via quando il proprietario replica con un “no” all’occupazione». C’è chi inizia a chiedersi se le istituzioni, a partire dalle Procure interessate, stiano verificando la legittimità di quanto accaduto sulle occupazioni d’urgenza. «Solo l’impegno e l’abnegazione dei cittadini e di alcuni sindaci, come quelli di Paglieta, Castel Frentano e Lanciano, che sono rimasti a fianco ai loro cittadini, hanno permesso si svelare la realtà. Nei paesi civili sarebbero state le istituzioni, vista la rilevanza dell’impatto dell’opera sulla vita dei cittadini, a dover chiarire in maniera preventiva i limiti dell'azione di Terna, spiegando le fasi procedurali. Siamo convinti» conclude il comitato «che tanti altri proprietari avrebbero capito che era possibile opporsi senza problemi, comportandosi di conseguenza».
Matteo Del Nobile
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