«Il nostro è un lavoro, non un hobby»

6 Marzo 2016

I dottorandi della d’Annunzio dicono basta all’incertezza di presente e futuro. Giovedì prossimo sit in al Campus

CHIETI. La protesta delle magliette rosse e arancioni arriva anche all’università d’Annunzio. Giovedì prossimo, 10 marzo, a partire dalle 10.30, nella piazzetta di Lettere, nel campus universitario teatino, scendono in piazza i ricercatori precari della d’Annunzio.

Sono ricercatori non strutturati, vale a dire assegnisti, dottorandi e borsisiti e chiedono che la ricerca sia riconosciuta per quello che è: un lavoro, non un hobby; una risorsa, non un gioco. Anche i ricercatori precari della d’Annunzio hanno così decido di aderire alla manifestazione nazionale, che già si è svolta in moltissimi atenei e ha come simbolo le magliette rosse e arancioni. Nel corso della protesta, infatti, tutti i precari indosseranno magliette rosse con la scritta #ricercaprecaria e tutti gli strutturati una maglia arancione. Insieme, strutturati e non strutturati, per chiedere più dignità per la ricerca e per chi, con fatica, la porta avanti.

A dare il via alla campagna di mobilitazione per il riconoscimento della ricerca come lavoro è stata la bocciatura dello scorso 15 dicembre avvenuta in Commissione bilancio della Camera che riguarda assegnisti, dottorandi e titolari di borse di studio. Con questa decisione il Governo, in barba alla Carta europea dei ricercatori, si è rifiutato di estendere anche ai ricercatori non strutturati il diritto a ricevere l’indennità di disoccupazione (dis-coll) prevista invece per gli altri lavoratori parasubordinati. Ma i ricercatori non resteranno con le mani in mano per tutto il tempo. La forma che hanno deciso di utilizzare per la protesta è quella dello “sciopero alla rovescia”. Ciò significa, che dopo la manifestazione nella piazzetta di Lettere, torneranno tutti nelle loro sedi e continueranno a lavorare, ma con indosso la maglietta rossa o arancione, per attirare attenzione sulla loro condizione. Sebbene il disegno rappresentato sulla maglietta raffiguri due ricercatori a braccia conserte, i ricercatori non hanno intenzione di incrociare le braccia. Esasperati da una situazione ormai non più sostenibile, anche i ricercatori della d’Annunzio hanno deciso di aderire alla protesta lanciata dal Coordinamento ricercatrici e ricercatori non strutturati, che ha avanzato queste proposte: il riconoscimento della dis-coll, lo sblocco del turnover, un piano di reclutamento all’altezza dell’enormità del problema, l’introduzione di una figura unica pre-ruolo, il riconoscimento del valore legale del titolo di studio di dottorato e in generale la promozione e il riconoscimento attraverso politiche di sistema del ruolo dell’università e della ricerca pubblica.