Il nuovo depuratore è pronto a partire

Iniziati collaudi e prove a Santa Croce: servirà 15mila utenze
LANCIANO. I rumori dei macchinari si sentono solo se ci si avvicina all’impianto. Nessun olezzo si avverte perché la depurazione non è ancora a regime e comunque ci sono grandi sistemi di purificazione dell’aria. Cancelli aperti e operai a lavoro nel nuovo depuratore di Santa Croce. L’atteso impianto che dovrà migliorare la depurazione cittadina e la salute del fiume Feltrino è in funzione. Per ora si tratta di prove e collaudi per la sedimentazione e la pulizia delle acque bianche e dei fanghi. Ma a breve entrerà a pieno regime.
IL COLLAUDO. «Da lunedì stiamo effettuando prove sull’impianto», spiega il presidente della Sasi Gianfranco Basterebbe, «per analizzarne il funzionamento. Abbiamo fatto un primo trattamento per le acque pulite e la pulizia di piccole quantità di liquami. Dobbiamo attendere l’ultimazione della linea elettrica perché si lavori a pieno regime». Mancherebbero 300 chilowatt di potenza all’impianto il cui funzionamento è stato annunciato anche dall’assessore all’ambiente Davide Caporale nell’ultimo consiglio comunale. I tecnici Enel erano attesi già la settimana scorsa per completare un lavoro che richiede almeno 3-4 giorni. «Si spera che domani possano arrivare e ultimare il tratto», riprende Basterebbe, «così da poter effettuare bene i collaudi e poi far partire l’impianto che ha già le autorizzazioni allo scarico». Viste le lungaggini burocratiche, il presidente Sasi aveva già chiesto nei mesi scorsi le autorizzazioni alla Regione. Fogli fondamentali anche alla luce di quanto accaduto con i sigilli ai 12 depuratori, voluti dalla Procura proprio perché alcuni privi di autorizzazioni allo scarico.
I SEQUESTRI. E i 12 impianti sequestrati, nell’aprile 2015 e di nuovo nel novembre 2016, sono ancora affidati ai sindaci nominati custodi giudiziari. Ma la gestione la fa la Sasi che, come precisato dall’avvocato Ettore Di Zio, ha le autorizzazioni allo scarico per sette impianti: Quadri, Bomba, Santa Maria Imbaro, i due di Rocca San Giovanni, Cerratina e Villa Martelli a Lanciano. «E con l’attivazione del nuovo depuratore arriverà anche l’autorizzazione definitiva per Santa Liberata», precisa Basterebbe, «perché, come spiegato anche alla Regione, così tornerà nei limiti previsti per gli scarichi, ovvero per 15.000 abitanti».
L’IMPIANTO. Atteso da oltre 10 anni l’impianto di Santa Croce avrà il compito di smaltire le acque reflue che non riescono ad essere depurate a Santa Liberata, oltre a risolvere il problema della rottura delle pompe di sollevamento in via Firenze, dove confluiscono i liquami ospedalieri. Servirà circa 15.000 utenze tra Lanciano e Castel Frentano, anche se grazie alle due linee di sedimentazione è in grado di smaltire i liquami di 20.000 utenze. Il che è positivo per il fiume Feltrino dove confluiscono le acque bonificate a Santa Liberata e quelle di via Firenze. I lavori a Santa Croce sono costati 3.911.283 euro, di cui 1.600.000 di fondi Sasi. Sono iniziati nell’ottobre 2015 dall’associazione temporanea di imprese Colanzi srl di Casoli e Sideridraulic System spa di Brescia, che ha dovuto realizzare anche la strada per arrivare nell’area dell’impianto. Un percorso impervio scavato nella collina: ci sono alcuni tratti del costone chiusi con la rete metallica e altre parti franate. È l'unico problema dell’impianto tecnologicamente avanzato, a norma, che non è poco viste le condizioni della depurazione nel Frentano.
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