Il papà: «Così in auto ho fatto nascere Valerio»

L’uomo si è improvvisato ostetrico quando nel veicolo la moglie ha rotto le acque «Meno male che ho assistito al parto della mia prima bambina Isabella»
VASTO. Valerio, 3 chili e 400 grammi di dolcezza, dorme tranquillo nella sua culla. Non sa ancora che deve la vita al coraggio di mamma e papà e alla velocità dei soccorsi. Valerio ha deciso di nascere alla 38ª settimana di gravidanza e non ha dato alla sua mamma neppure il tempo di raggiungere l’ospedale San Pio. A far nascere il piccino è stato il papà, Davide Cupaiolo, all’interno della sua Lancia Delta. «Valerio aveva fretta di nascere», racconta Gina Del Negro, 25 anni, di San Buono. La giovane mamma ora sorride ma ammette che per qualche minuto la paura è stata tanta. «Anche la mia primogenita, Isabella, 3 anni, è nata alla 38ª settimana, ma è venuta al mondo in ospedale. Giovedì sera, quando sono arrivate le doglie, alle 21,30, ho chiamato subito mio marito e poco dopo eravamo in auto», racconta la donna. La coppia ha imboccato la strada provinciale per Vasto ma alle 21,55 Gina ha sentito un sussulto nel suo grembo e subito dopo ha visto la testolina del figlio far capolino. «Eravamo all’incrocio fra contrada De Fenza a Monteodorisio e la via per San Lorenzo a Vasto. Ho detto a mio marito di fermare la macchina e aiutarmi a far nascere Valerio». E Davide lo ha fatto.
Prima, però, ha chiamato il 118. Qualche minuto dopo le 22 Valerio è nato. «E io ho fatto quello che avevo visto fare da medici e ostetriche quando è nata Isabella», racconta Davide, 34 anni operaio metalmeccanico. «Ho preso Valerio e l’ho appoggiato sul seno della mamma». La cosa più delicata è stata sfilare il cordone ombelicale dal collo del piccino. Un movimento brusco avrebbe potuto soffocare Valerio.
Cinque minuti dopo è arrivata l'ambulanza del 118 con il personale medico a bordo. Sono stati loro a tagliare il cordone ombelicale e a prestare alla puerpera e al bambino le prime cure. Poi mamma e figlio sono stati trasportati al San Pio e affidati alle cure del personale del reparto di Ostetricia e Ginecologia. «I medici hanno visitato il mio piccino e mi hanno rassicurata. È andato tutto bene», dice Gina sorridendo e rivolgendo a Davide uno sguardo di gratitudine. Lui si schernisce, è imbarazzato. Stringe la primogenita che reclama le sue attenzioni e guarda felice il nuovo arrivato che dorme beatamente nella sua culletta. «Non ho fatto nulla di eccezionale», ripete. «Mia moglie è stata brava a non perdere la testa», dice Davide ringraziando il 118 per la velocità dell’intervento di soccorso. «È anche merito loro se la storia è a lieto fine», dice.
Paola Calvano
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