Il parcheggio per 80 auto è una discarica

La protesta dei residenti: ascensore mai fatto, zona abbandonata e non collegata. Il Comune: presto la gara e i lavori
LANCIANO . Una discarica a cielo aperto. Anziché scalinata e ascensore la scarpata del parcheggio di Sant’Egidio, sempre vuoto, è un enorme pattumiera. Un segno di inciviltà, quello di gettare i rifiuti dalle Ripe di Civitanova che sovrastano il parcheggio, che nemmeno le multe dei vigili urbani, le “diffide” della EcoLan al Comune di non effettuare più la raccolta differenziata nel rione se i sacchetti si trovano fuori dai mastelli o abbandonati illecitamente per strada, sono riusciti ad estirpare. «Non si fa in tempo a pulire», dicono da Palazzo di Città, «che la scarpata si riempie di nuovo di spazzatura». C’è di tutto: dalle buste piene di immondizia alle bottiglie di plastica, passando per vetro, materiale di risulta, persino anticoncezionali e le gambe di un manichino. Sui rami degli alberi sono appesi stracci e buste. E pulire l’area oltre che difficile, vista la posizione in cui si trovano i rifiuti, ha dei costi. Migliaia di euro pagati alla EcoLan pochi mesi fa», fanno notare dal Comune, «che sono versati da tutti i cittadini. Costi extra che incidono anche sulla tariffa dei rifiuti».
«Se realizzassero l’ascensore», dicono alcuni residenti, «risolveremo il problema dei parcheggi ma anche della pulizia dell’area che, frequentata, sarebbe controllata. Invece si parla del parcheggio e dell’ascensore da più di 10 anni (il primo progetto fu redatto dal Comune nel 2005, ndc) ma finora è stato realizzato solo uno spiazzo inutile; senza ascensore non si può risalire a Civitanova e Sacca». I residenti sono ancora costretti a lasciare l'auto in posti improbabili, tra i paletti messi lungo le vie perché i 250 posti a disposizione dei due quartieri non soddisfano le necessità di oltre mille abitanti. E in attesa dell’ascensore la scarpata accoglie i rifiuti. Il Comune dal 2015 ha iniziato a costruire il parcheggio, sono stati fatti gli 80 posti auto- sempre vuoti- ed era iniziato lo sbancamento e pulizia della scarpata, lavori bloccati nell’estate 2017 perché erano emersi pezzi di terracotta e un antico contrafforte che si pensava fossero storici, invece come rilevato dalla sovrintendenza, non lo erano. Manca ancora l’illuminazione. Ora il Comune, che nel frattempo dopo un bando ha dato incarico di redigere il progetto esecutivo all’architetto Nicola Di Biase, sta procedendo con la gara per la realizzazione dell’ascensore e della scala da 300.000 euro: il primo di due lotti, da 192.041 euro che si chiude l’11 febbraio 2019. «Si tratta della realizzazione di opere propedeutiche alla costruzione della torre», precisa l’architetto Di Biase, «che da Sant’Egidio arriva alle Ripe (finisce pochi metri prima di largo Dell’Appello ndc) entro cui inserire l’ascensore. Bisognerà pulire l’area, modellarla, realizzare paratie, muri di contenimento, rampe che saranno accessibili anche dai disabili per arrivare alla quota zero, ovvero la base della torre che è rialzata rispetto al parcheggio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

